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Patto di ferro tra Ue e Canada, anche Ottawa contribuirà al prestito a Kiev


BRUXELLES – È ricco di risvolti concreti l’innovativo accordo di partenariato annunciato ufficialmente ieri tra l’Unione europea e il governo canadese con l’obiettivo di creare un rapporto di associazione tra i due partner «il più stretto possibile». Tra le altre cose, le parti hanno annunciato che Ottawa parteciperà nel biennio 2026-2027 al prestito europeo da 90 miliardi di euro deciso dall’Unione europea in sostegno all’Ucraina nella sua guerra contro la Russia.

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In una conferenza stampa a Montreal, i dirigenti europei e canadesi hanno celebrato una intesa senza confronti. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha definito l’accordo «il più stretto, il più profondo e il più unico possibile». Dal canto suo, il premier canadese Mark Carney ha parlato di «giornata storica» in un mondo sempre più diviso, annunciando una prossima riunione congiunta, in marzo, tra il governo canadese e il collegio dei commissari. «Il nostro obiettivo – si legge nella dichiarazione di sette pagine firmata a Montreal – è di creare opportunità senza precedenti per i nostri popoli e realizzare una cooperazione ambiziosa nei seguenti settori: il commercio e la cooperazione normativa; le tecnologie digitali, di ricerca e di comunicazione; le materie prime critiche e l’energia; i servizi e i mercati finanziari; la sicurezza e la preparazione alle emergenze, nonché i rapporti interpersonali».

I due partner vogliono negoziare nei prossimi mesi i dettagli dell’accordo firmato ieri, in vista di un vertice bilaterale che si terrà in giugno. In una conferenza stampa, il premier Carney ha sottolineato l’impegno delle parti circa la mobilità dei ricercatori, degli specialisti e degli studenti. Ha annunciato che il Canada aderirà ai programmi europei di comunicazione satellitare e di supercomputer. Questioni aperte, quali l’applicazione da parte di Ottawa delle regole europee sul dazio ambientale e sulla deforestazione, sarebbero state risolte, ha detto senza precisazioni. I due partner intendono collaborare anche in campo militare, nella protezione delle frontiere, nell’industria della difesa e della sicurezza. Come detto, le parti hanno annunciato che il Canada parteciperà al prestito da 90 miliardi di euro che l’Unione europea ha promesso all’Ucraina. Per ora, il contributo di Ottawa sarà simbolico, 500 milioni di euro, ma è politicamente significativo perché sancisce la natura del nuovo rapporto bilaterale. A questo riguardo, il presidente Costa ha parlato di «messaggio forte».

Più in generale, l’intesa ha una valenza politica e strategica. L’aggressiva politica estera del presidente Donald Trump, che all’inizio dell’anno ha annunciato di volere annettere agli Stati Uniti sia il Canada che la Groenlandia, ha provocato un evidente rapprochement tra Ottawa e Bruxelles, legati, secondo la dichiarazione pubblicata ieri, da principi condivisi, quali «la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto, l’ordine internazionale e mercati aperti, entrambi basati sulle regole».

In settembre, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva proposto ad Ottawa di diventare un «membro associato» dell’Unione. Alcuni paesi membri hanno respinto l’ipotesi, fosse solo perché il concetto non avrebbe base giuridica nei Trattati europei. Nella dichiarazione congiunta si legge che l’obiettivo delle parti è di creare «un’associazione sempre più stretta». Nei fatti l’intoppo diplomatico si è rivelato più semantico che politico, tanto che ieri il premier Carney ha definito il proprio paese «il primo membro associato» dell’Unione europea.


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