Liguria

Patti per la sicurezza, il Viminale propone Cpr a Genova e taser alla polizia locale: per il Comune proposte “irricevibili”


Genova. Si preannuncia una trattativa complicata quella tra Comune di Genova e ministero dell’Interno per la definizione e la firma dei cosiddetti patti per la sicurezza. In queste ore l’amministrazione Salis avrebbe dato seguito alle interlocuzioni con il Viminale rispedendo al mittente le proposte pervenute come integrazione al quadro delineato dallo stesso Comune in accordo con i soggetti che fanno parte del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura.

Il governo avrebbe vincolato l’invio di maggiori forze di polizia per potenziare l’organico sul territorio cittadino – sulla falsa riga di quanto già fatto in altri Comuni dove sono stati firmati i patti per la sicurezza – ad almeno tre punti considerati “irricevibili” dalla giunta di centrosinistra.

Il primo punto è relativo alla richiesta di realizzare entro i confini del Comune di Genova un Cpr, una struttura di detenzione temporanea per gli immigrati irregolari in attesa di rimpatrio. Si tratta di una soluzione che già in passato era stata presa in considerazione e rigettata, anche dalla precedente amministrazione di centrodestra.

Il secondo punto è di estrema attualità, la proposta di dotare di taser la polizia locale. L’introduzione dell’arma a impulsi elettrici con fine soprattutto deterrente – per cui ultimamente la Lega ha lanciato una petizione e fortemente caldeggiata anche dalle fila di Futuro Nazionale – era stata avviata in forma embrionale durante il governo Bucci, con l’acquisto di due dispositivi mai realmente entrati in funzione non essendo mai stato approvato un regolamento ad hoc. Con il cambio di amministrazione la sperimentazione era stata troncata definitivamente sul nascere anche sulla scia dei fatti di cronaca: nell’estate del 2025 il cittadino Elton Bani era rimasto ucciso dopo essere stato colpito dal dardo di un taser lanciato da un carabiniere durante un’operazione di polizia a Sant’Olcese (Genova).

C’è un terzo punto che susciterebbe più di una perplessità nella giunta Salis e all’interno dello stesso comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza ed è la formulazione considerata ambigua sui dei non meglio precisati “accordi di vicinato”, che potrebbero ricordare realtà simili alle ronde di quartiere.

Dal Comune di Genova è stata quindi inviata una risposta al ministero su presupposti che sarebbero squisitamente tecnici, ma dal forte valore politico, e in particolare sul fatto che nelle altre città dove sono stati firmati patti per la sicurezza non sono entrate in gioco dinamiche di riorganizzazione di questo calibro come conditio sine qua non.

A questo punto, Genova resta in attesa della reazione del Viminale. Al momento, inoltre, è in programma ma non confermata la visita del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi il 24 luglio. Nei giorni scorsi la data era circolata in seguito alla notizia dell’arrivo di 70 agenti di polizia in Liguria a potenziamento dell’organico. Di questi, 34 sono destinati al capoluogo ligure.




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