“Passo dopo passo per la pace e per la vita” a Grosseto
Grosseto. Una marea festosa e colorata ha attraversato ieri pomeriggio le strade di Grosseto per “Passo dopo passo per la pace e per la vita”, l’iniziativa che ha visto la partecipazione di almeno 600 persone, unite dal desiderio di affermare pubblicamente che la pace non è un tema astratto o lontano, ma una responsabilità quotidiana che riguarda le comunità, le relazioni e la vita di ciascuno.
Senza bandiere e senza schieramenti, famiglie, bambini, giovani, nonni, associazioni, scuole cattoliche e realtà ecclesiali del territorio hanno camminato insieme, scegliendo uno stile disarmato e inclusivo per condannare le guerre, le ingiustizie e ogni forma di violenza che segna il nostro tempo. Un gesto semplice, quello del camminare, che si è fatto segno concreto di attenzione verso chi vive situazioni di fragilità, solitudine, esclusione o mancanza di speranza.

La marcia
Fin dalle prime tappe del percorso, gli interventi hanno chiarito il senso profondo dell’iniziativa. «Siamo qui perché ci siamo sentiti interpellati e chiamati per nome – è stato ricordato – per un gesto visibile e concreto, per condannare le ingiustizie e le guerre che attanagliano il nostro mondo», scegliendo di attraversare le strade della città come cittadini nella quotidianità.
È emersa con forza la volontà di essere uomini e donne “del risveglio”, capaci di non tacere di fronte all’ingiustizia, di lasciarsi toccare dal dolore dell’umanità ferita e di non accettare la logica del più forte, che porta allo sfruttamento dell’altro e alla prevaricazione sul debole.
Lo sguardo è stato rivolto in particolare a chi si sente prostrato dalla propria condizione esistenziale, a chi fatica a intravedere una prospettiva per la propria vita, a chi è schiacciato dal giudizio altrui. In questo contesto, il camminare insieme ha assunto il valore di una testimonianza pubblica: scegliere la pace significa disarmare il cuore, le parole, i pensieri e i gesti, per costruire relazioni fondate sull’ascolto, sul rispetto e sulla responsabilità condivisa.
Il percorso ha preso avvio alle 15.00 dal seminario vescovile e si è snodato attraverso le vie della città, toccando luoghi simbolici e realtà impegnate nell’educazione, nella carità, nel volontariato e nella promozione della vita. A fare da filo conduttore di ciascuna tappa sono stati gli scritti del vescovo don Tonino Bello, che hanno accompagnato il cammino con parole capaci di tenere insieme pace, giustizia e disarmo interiore, offrendo una bussola spirituale e civile condivisa.
Particolarmente significativo il momento davanti al palazzo comunale, dove l’assessore alla scuola e alla gentilezza Angela Amante ha letto un brano di don Tonino Bello, seguito dalla lettura di lettere scritte da studenti delle scuole medie, indirizzate ai “grandi della terra”, come appello diretto e coraggioso alla responsabilità degli adulti e dei decisori politici.
L’arrivo in piazza Duomo ha rappresentato il culmine del cammino. Sul sagrato è stata proclamata una dichiarazione congiunta di pace, segno concreto di dialogo interreligioso e di impegno condiviso per la convivenza, il rispetto reciproco e la fraternità.
Nel suo intervento conclusivo, il vescovo Bernardino ha richiamato il legame profondo tra pace e vita: “Vogliamo innanzitutto ringraziare per il dono della vita che tutti noi abbiamo. Più ci avviciniamo alla presenza di Dio nella nostra vita, più cresce la vita stessa e più la pace ha occasione di essere sperimentata”. Per questo “buone decisioni”, è stato l’augurio.
“Passo dopo passo per la Pace e per la Vita” è il frutto di un lungo lavoro di dialogo e confronto tra realtà diverse, che hanno scelto di mettersi attorno allo stesso tavolo e di camminare insieme. In un contesto internazionale segnato da guerre e tensioni che rischiano di assuefare le coscienze alla violenza, l’iniziativa ha voluto affermare che la pace si costruisce dal basso, nei territori, nelle relazioni ferite che possono essere ricucite.
Il messaggio finale, condiviso da tutti i partecipanti, è stato un augurio e un impegno allo stesso tempo: “Buon cammino!”. Perché la pace, come la vita, si costruisce davvero solo così: passo dopo passo, insieme.
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