Passeggeri in crescita negli aeroporti in Calabria, ma il problema è raggiungerli
Negli aeroporti della Calabria gli scali sono tornati ai livelli pre covid, passeggeri in crescita ogni mese ma resta difficile raggiungerli. Si punta su nuovi collegamenti e integrazione tra ferro e gomma
CRESCONO gli aeroporti calabresi. Nei mesi scorsi, a ogni monitoraggio, i bilanci sono stati accompagnati da commenti entusiasti e soddisfatti. Fino al raggiungimento e superamento dei 4 milioni di passeggeri, che ha sancito il ritorno ai livelli pre Covid. Nel piano regionale Trasporti, licenziato dalla Cittadella nei giorni scorsi e pronto ora a seguire l’iter di approvazione in Consiglio regionale, la crescita degli scali calabresi è tenuta in giusto conto.
«Il sistema, costituito dai tre aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone, ha chiuso il 2025 con risultati da record. Se nel 2024 è stata superata per la prima volta la soglia dei 3,6 milioni di passeggeri, il 2025 si è chiuso con oltre 4 milioni di passeggeri. Il solo aeroporto di Lamezia Terme vale il 70% del totale dei passeggeri» si legge nelle prime pagine del documento. Un risultato che è la cartina di tornasole degli investimenti fatti sul potenziamento delle rotte e il rilancio degli scali di Reggio e Crotone, sottoutilizzati.
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Tuttavia, i tre aeroporti calabresi fanno i conti con una criticità di fondo, che rischia di limitarne la crescita: non sono facilmente accessibili. Ci si arriva, certo, con il mezzo privato (e qui torniamo al dato centrale da cui prende le mosse tutto il piano, ovvero la dipendenza della mobilità calabrese dall’auto, su cui si regge il 91% degli spostamenti sul territorio). Ma arrivarci, o ripartirne per raggiungere la destinazione finale, con i mezzi pubblici, quella è tutta un’altra storia.
Mancano collegamenti stradali e ferroviari adeguati, l’integrazione del trasporto pubblico con i flussi aeroportuali è scarsa. Paradossale il caso di Lamezia Terme, che non è collegato alla pur vicina stazione ferroviaria. Una carenza «che ne limita fortemente l’intermodalità e penalizza gli spostamenti verso lo scalo».
L’aeroporto di Reggio Calabria «soffre invece per collegamenti terrestri poco efficienti, con un trasporto pubblico non adeguatamente sincronizzato con l’operatività dello scalo e un’integrazione insufficiente con l’area metropolitana dello Stretto». Infine, l’aeroporto di Crotone «è penalizzato sia dalla posizione periferica rispetto alle principali direttrici regionali, sia dalla scarsa disponibilità di servizi di trasporto pubblico. La sua accessibilità risulta dunque ridotta, condizione aggravata da una dipendenza marcata da rotte stagionali e dalla volatilità dei vettori che operano sullo scalo». C’è poi, a completare il quadro, l’aviosuperficie di Scalea «infrastruttura complementare di interesse territoriale allo stato attuale in disuso».
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Come intervenire? Da un lato, il piano della Cittadella prevede interventi di potenziamento degli scali, in parte già avviati (è il caso di Lamezia e Reggio). Nel piano sono censiti e dettagliati. Con le risorse derivanti dalla tariffa aeroportuale, sono previsti a Reggio Calabria l’espansione e riqualificazione del terminal passeggeri (18 milioni di euro) e a Lamezia la realizzazione dell’avancorpo del terminal (6 milioni di euro). Ci sono poi i finanziamenti del Cis Volare, così divisi: aeroporto di Lamezia Terme 144,1 milioni di euro, aeroporto di Reggio Calabria 78,3 milioni di euro, aeroporto di Crotone 36 milioni di euro. Previste risorse anche per l’attivazione di nuovi voli (38 milioni) e il consolidamento delle rotte esistenti (34). Infine, 2 milioni per Scalea.
Dall’altro lato, poi, il piano punta al potenziamento (in qualche caso alla creazione) dei collegamenti. Qui è tutto ancora da sviluppare con studi di fattibilità.
Per Lamezia è «in valutazione la progettazione di un hub intermodale configurato come nodo avanzato di connessione tra diverse modalità di trasporto», capace di integrare treni, bus, auto privata, autonoleggi e sistemi di mobilità condivisa. Su Reggio Calabria, prevista l’introduzione di sistemi di collegamento più efficienti tra lo scalo e la fermata ferroviaria esistente. Si valuta, inoltre, un nuovo molo dedicato al collegamento dell’aeroporto con Messina, da attivare in via transitoria durante la costruzione del ponte.
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