Economia

Passa al giudice amministrativo la class action dei familiari delle vittime Covid

Le domande di risarcimento di oltre 500 familiari delle vittime del Covid 19 pendenti, dal 2021, davanti al tribunale di Roma passano nella competenza del giudice amministrativo, l’unico ad avere una giurisdizione esclusiva per le controversie che riguardano le disfunzioni del servizio sanitario nazionale. Lascia dunque il Tribunale civile di Roma la class action avanzata dai congiunti delle vittime Covid, che chiedono un risarcimento danni non patrimoniali per circa 100 milioni di euro, nei confronti di Presidenza del Consiglio, Ministero della Salute e Regione Lombardia. La Cassazione ha così accolto la tesi della Presidenza del Consiglio e disatteso quella deiparenti delle vittime del Covid 19, secondo i quali l’interlocutore era il giudice ordinario.

L’inefficienza del servizio sanitario

Per la Suprema corte, infatti, la domanda di risarcimento si basa «sull’inefficienza dello svolgimento dei compiti di amministrazione attiva nell’ambito dell’organizzazione del servizio sanitario nazionale prima e durante la crisi pandemica da Covid-19». Per questo scatta la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Nè influisce nella decisione il fatto che siano coinvolti diritti fondamentali, primo tra tutti, quello alla salute.

Gli atti della class action sono contenuti inun faldone di oltre 2000 pagine, relative alla gestione della pandemia. Nel mirino dei ricorrenti l’assoluta inesistenza del piano che avrebbe dovuto essere redatto in base a una decisione del parlamento europeo del 2013 rispettando quanto definito dalle linee guida dell’Oms e dell’Ecdc. A questo si aggiungono: la “scarsità di tamponi”, la “mancanza di posti letto”, i “ritardi nel trasporto e nel ricovero dei malati”, l’“insufficienza dei macchinari per la ventilazione artificiale” e la diversità dei protocolli per i tamponi, le “diverse modalità di cura”.


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