Umbria

Pasqua, l’arcivescovo Maffeis: «La risurrezione è un fatto reale, storico e concreto»

È un messaggio di speranza, pace e rinnovamento quello lanciato dall’arcivescovo Ivan Maffeis durante la Veglia pasquale celebrata nella cattedrale di Perugia. Al centro dell’omelia l’annuncio della resurrezione, indicato come evento concreto e capace di cambiare lo sguardo sull’esistenza e sulla storia.

Pasqua «Il Crocifisso è risorto! Questo è l’annuncio che attraversa la nostra notte, la notte dell’uomo, la notte del mondo; un annuncio che, facendoci rivivere nelle letture ascoltate alcuni momenti della storia della salvezza, ci avvicina al mistero del Dio della vita» ha detto Maffeis, sottolineando il valore dei simboli liturgici come il fuoco, la luce e l’acqua. «Al fuoco nuovo abbiamo acceso il cero pasquale, affinché la sua luce disperda le tenebre dal cuore; tra poco nella liturgia battesimale benediremo l’acqua, che da memoria del passaggio del Mar Rosso diventa possibilità e richiamo a “camminare in una vita nuova”».

Risurrezione L’arcivescovo ha ribadito con forza il significato profondo della Pasqua: «Pasqua, infatti, non è il sogno di chi – per non vedere e soffrire – evade dai drammi del presente; nemmeno è soltanto un modo per dire che il messaggio di Gesù continua, che non ha perso vitalità: la risurrezione è un fatto reale, concreto, storico». Un evento che segna una novità radicale nella storia dell’uomo, superando la visione della vita dominata dalla caducità e dalla morte.

Speranza Nel suo intervento Maffeis ha richiamato anche le parole di San Paolo: «Cristo, risorto dai morti, non muore più – afferma San Paolo –; la morte non ha più potere su di lui», spiegando come in Cristo «il Padre ci assicura che anche la nostra morte e quella dei nostri cari non rimane l’atto finale». Un messaggio che apre alla speranza e alla fiducia, anche di fronte al dolore e alla perdita.

Quotidianità L’annuncio pasquale, ha proseguito, invita a riconoscere la presenza del Risorto nella vita di ogni giorno: «Pasqua ci fa tornare con uno sguardo nuovo proprio nella Galilea della nostra quotidianità, della nostra esistenza familiare, sociale ed ecclesiale». Una presenza che si manifesta «in chi accoglie la vita e si spende per educare i figli come per assistere i genitori; in chi investe con fiducia, offrendo opportunità di lavoro e di crescita; in chi interpreta la propria professione con senso di responsabilità e disponibilità; in chi pone gesti di condivisione e di solidarietà».

Comunità Forte anche il richiamo alla dimensione comunitaria della fede: «“Non abbiate paura!”: la fede pasquale ci libera dalla paura come dalla superficialità; ci unisce agli altri, ci fa comunità, ci fa Chiesa», ha affermato l’arcivescovo, evidenziando l’importanza del dialogo e dell’impegno condiviso nella ricerca della verità e della bellezza.

Pace Nel passaggio finale dell’omelia, Maffeis ha richiamato il valore della pace e della dignità umana, mettendo in guardia da modelli di potere fondati sulla violenza: «ci fa attenti alla causa della pace, nella consapevolezza della dignità infinita di ogni vita umana: consapevolezza che rimane, invece, estranea a quanti inseguono “l’immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale o che si ritiene grande quando viene temuto”». Un appello concluso con l’augurio rivolto a tutti i fedeli: «Buona Pasqua! Ciascuno possa essere raggiunto da un riflesso di quella pace che lo Spirito del Risorto non si stanca di diffondere nella Chiesa e nel mondo».

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