Emilia Romagna

“Partito aperto, plurale, radicato e utile”

“Rendere i territori partecipi e protagonisti delle scelte provinciali, a partire dal contributo dei Circoli. Coinvolgere, ascoltare e far sì che la pluralità sia una risorsa preziosa, una ricchezza alla quale attingere”: sono queste parole con le quali nella serata di

Giovedì sera a Palazzo Europa, l’Assemblea degli iscritti del ha eletto Massimo Paradisi (con 123 voti favorevoli e 5 astenuti) come segretario della Federazione provinciale del Partito Democratico di Modena, e contestualmente Diego Lenzini è stato nominato vicesegretario. Ratificata dunque la sintesi raggiunta con fatica nei mesi scorsi, che ha visto la scelta di un “tandem” pe evitare una conta ad un congresso che avrebbe potuto alimentare in modo più dirompente le divisioni interne.

Per il futuro del partito tre parole d’ordine da parte della nuova coppia al comando: “Aperto, perché capace di ascoltare realmente, di coinvolgere, di non chiudersi nei propri recinti; plurale, perché le differenze non sono un problema da nascondere, ma una ricchezza da valorizzare; radicato, perché un partito vive se sta nei territori, nei quartieri, nelle frazioni, nei luoghi di lavoro e studio, e non solo in prossimità delle scadenze elettorali; utile, perché la politica ha senso solo se migliora concretamente la vita delle persone. Dobbiamo concentrarci sulle prossime sfide, il ‘No’ al referendum sulla giustizia e le elezioni amministrative, così come l’opposizione a una stretta securitaria del Governo che vuole stringere il perimetro della libertà di manifestare, e dobbiamo farlo valorizzando il ruolo delle donne, e dei giovani, e imporci con la forza delle nostre azioni.”

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A Paradisi e Lenzini l’Assemblea ha chiesto di collaborare strettamente rispetto alle future decisioni strategiche per il partito: “Per affrontare le sfide che abbiamo davanti – hanno affermato Paradisi e Lenzini -, e guidare la nostra comunità attraverso un presente segnato da trasformazioni radicali, crisi intrecciate, e da un senso di incertezza diffusa, occorre davvero il contributo di tutti, perché l’unità è impegno condiviso, non rinuncia alle proprie idee. Si tratta di una responsabilità collettiva, di ogni donna e uomo che abbia a cuore le sorti di questo partito e della comunità democratica modenese. In pochi giorni, infatti, arriveremo alla costruzione della squadra della segreteria condivisa, con un punto cardine: la consapevolezza che esiste un ‘noi’ più forte di qualsiasi ‘io’”.

“Dunque questa sera – continuano Paradisi e Lenzini – non si tratta del suggello di un’alchimia politica, ma del segno concreto della volontà di aprire una fase nuova, mettendo al centro una modalità di confronto politico che sappia mettere a valore tutte le energie presenti nella nostra straordinaria comunità. Vogliamo ringraziare sentitamente Marika Menozzi e tutta la sua Segreteria per l’impegno con le quali hanno svolto in questi mesi il proprio incarico di segretaria: le dobbiamo molto. Oggi inizia un percorso che vogliamo nuovo, un cammino non scontato, ma proprio per questo entusiasmante, da percorrere con passione e coraggio, e la cui meta dipenderà dall’impegno collettivo, perché il Partito Democratico è di tutte e tutti coloro che vogliono contribuire alla sua crescita.”

Massimo Paradisi e Diego Lenzini

“Questa sera – concludono segretario e vicesegretario – siamo di fronte a una comunità che ricorda a se stessa che l’avversario è la destra, e che sebbene la democrazia e il confronto siano nel nostro DNA, in vista degli appuntamenti che ci aspettano l’unità rappresenti un valore superiore. Iniziamo questo percorso in tandem, un itinerario in cui ci si sostiene a vicenda, e dove, nei momenti di stanchezza dell’uno, c’è l’altro che può metterci più energia, e viceversa.”

Nel corso della serata, introdotta dalla relazione della segretaria uscente Menozzi, si sono avvicendati negli interventi anche il segretario Regionale Pd Luigi Tosiani, il tesoriere Valter Reggiani, l’assessore regionale Davide Baruffi, il consigliere regionale Gian Carlo Muzzarelli e l’europarlamentare Stefano Bonaccini, oltre a diverse altre considerazioni degli iscritti e delle iscritte, accomunate, pur nella differenza dei toni, dalla centralità del richiamo a un’unità e a un dialogo autentici e produttivi di una spinta al rinnovamento e all’ascolto sia interno che della società modenese.


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