Emilia Romagna

Parco eolico sul crinale Fumaiolo-Comero, il WWF rilancia l’allarme: “Rischio devastazione ambientale”


Dopo lo stop del TAR nel 2012 al progetto Biancarda, nuove osservazioni contro l’impianto “Monte Comero”: sei turbine da 200 metri in un’area di altissimo valore naturalistico

Torna al centro del dibattito ambientale il crinale che collega il Monte Fumaiolo al Monte Comero, uno dei contesti naturali più preziosi dell’Alta Valle del Savio. Il WWF Forlì-Cesena ha presentato nuove osservazioni contro il progetto eolico denominato “Monte Comero”, che prevede l’installazione di sei aerogeneratori alti 200 metri, per una potenza complessiva di 30 MW, oltre a un cavidotto e a una stazione di servizio prevista in prossimità del torrente Alferello.

La posizione dell’associazione affonda le radici in una vicenda già nota. Nel 2012, insieme a Italia Nostra, venne presentato un ricorso al TAR contro il progetto del Parco eolico della Biancarda, che prevedeva 13 turbine alte 120 metri. Il Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna diede ragione ai ricorrenti, annullando la delibera della Provincia di Forlì-Cesena per la contiguità dell’impianto con l’area del Monte Fumaiolo, dichiarata di notevole interesse pubblico e sottoposta a tutela paesaggistica ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Determinante, secondo la sentenza, fu anche l’impatto visivo delle torri, destinate a svettare ben oltre le quote montane protette.

Negli anni successivi, il WWF di Cesena e Forlì ha più volte proposto alla Regione Emilia-Romagna l’inserimento del complesso Fumaiolo-Comero nella Rete Natura 2000, sottolineandone le straordinarie peculiarità ambientali. L’area era stata già inclusa in passato in ipotesi di parchi regionali e nazionali e rilanciata anche in iniziative pubbliche e convegni. Tuttavia, l’iter avviato nel 2018 per l’individuazione di nuove aree Natura 2000 in provincia di Forlì-Cesena è stato interrotto nel 2023, lasciando sospeso ogni ampliamento delle tutele, in contrasto – secondo l’associazione – con la Strategia europea per la biodiversità 2030.

Il nuovo progetto eolico viene giudicato ancora più impattante del precedente. Le turbine previste violerebbero il vincolo appenninico dei 1.200 metri e si collocherebbero a poche centinaia di metri dal perimetro del vincolo paesaggistico ministeriale del Monte Fumaiolo. L’area interessata, tra Monte Castelvecchio, Poggio Biancarda e Il Casale, è considerata un corridoio ecologico fondamentale, ricchissimo di biodiversità e strategico per la ricarica degli acquiferi da cui nascono le sorgenti del Savio e dell’Alferello.

Secondo il WWF, il sito rappresenta anche una zona di passo cruciale per l’avifauna migratoria e un habitat ideale per specie in declino come zigolo giallo, torcicollo e albanella minore. Non mancano le preoccupazioni per i rapaci, tra cui l’aquila reale, che nidifica a circa due chilometri dall’area prevista per l’impianto, con un rischio elevato di collisione e di estinzione locale.

Pur ribadendo l’importanza della transizione energetica, l’associazione sottolinea la necessità di un approccio razionale e scientificamente fondato, che metta al centro la tutela degli ecosistemi. “Contrastare il cambiamento climatico – evidenzia il WWF – non può significare sacrificare gli ultimi spazi naturali incontaminati”. Tra le alternative indicate figurano il fotovoltaico su superfici già antropizzate, lo sviluppo di altre fonti rinnovabili a minore impatto e un forte investimento su risparmio ed efficienza energetica.

Il WWF Forlì-Cesena invita infine cittadini e amministrazioni dell’Alta Valle del Savio a prendere posizione e a presentare osservazioni entro il 16 gennaio alle autorità competenti, per evitare che il progetto comprometta le prospettive di valorizzazione ambientale e l’economia locale legata a un turismo sostenibile e alla tutela del territorio.


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