Liguria

Parco eolico Ferriere, pioggia di osservazioni sul progetto. Regione Emilia lo boccia mentre vola la petizione per fermarlo

Genova. Dopo la pubblicazione delle carte del maxi parco eolico ipotizzato tra Ferriere e Santo Stefano d’Aveto, continua la mobilitazione di comuni, cittadini e associazioni per fermare questo progetto che, come Genova24 ha svelato in anteprima, prevede la costruzione di sette pale alte fino a 200 metri sullo spartiacque tra val Nure e val d’Aveto, su i crinali di monti molto famosi e apprezzati nell’ampio mondo del trekking e della paesaggistica.

In questi giorni, infatti, si stanno moltiplicando le osservazioni sul progetto, presentate a tamburo battente da cittadini e soggetti economici dei territori interessati: una pioggia di contrarietà che metterebbe il luce molteplici criticità progettuali e, soprattutto, di impatto ambientale. E anche qualche lacuna: da diversi soggetti, infatti, sono state portate osservazioni che rileverebbero mancanze documentali, sul comparto archeologico e del paesaggio, con “la non presenza di fotosimulazioni dai luoghi più frequentati”. Su tutte quelle relative al monte Crociglia, sulla cui sommità sono previste due maxi pale che cambierebbero per sempre lo skyline di uno dei luoghi “sacri” dell’escursionismo emiliano e ligure, come i responsabili del Cai di Piacenza hanno avuto modo di dire durante l’assemblea pubblica tenutasi la scorsa domenica a Ferriere.

L’Emilia Romagna dice no

Ma solo. Secondo quanto emerso in queste ore, la Regione Emilia Romagna sarebbe pronta a dare parere negativo al progetto. “L’impianto eolico di Ferriere è sottoposto a Valutazione di impatto ambientale di competenza ministeriale e sarà quindi il ministero dell’Ambiente ad assumere le decisioni finali – ha sottolineato l’assessora all’Ambiente, Irene Priolo-. La Regione Emilia-Romagna è da sempre favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma questo deve avvenire attraverso una pianificazione attenta e condivisa con i territori, a partire dalle aree già urbanizzate e infrastrutturate, nel rispetto dei valori ambientali e paesaggistici. Questo non è il caso di Ferriere dove abbiamo già individuato forti criticità”

Tra le principali criticità ravvisate l’interferenza con aree tutelate dal Piano territoriale paesaggistico regionale (Ptpr) che sono elementi di non idoneità per gli impianti eolici, il fatto che il parco sarebbe costruito in aree appartenenti al sistema dei crinali significativi, e in zone di particolare interesse paesaggistico-ambientale, oltre che al sistema forestale e boschivo. Secondo il progetto, gli aerogeneratori si troverebbero a circa 1.500 metri di altitudine, mentre il piano paesistico pone il limite di 1.200 metri per gli impianti eolici. Il parco, inoltre, interferirebbe anche con beni tutelati dal Codice dei beni culturali e paesaggistici, tra cui gli usi civici e i beni di notevole interesse pubblico. Criticità inoltre sono legate allo studio anemologico (cioè l’analisi preliminare fondamentale per valutare la ventosità di un sito), effettuata su dati vecchi e rilevati in un sito distante dal luogo in cui sorgerebbe l’impianto. I valori di producibilità presentano quindi forti incertezze e non sembrerebbero rispettare il requisito minimo regionale di ore equivalenti.

Continua la mobilitazione

Nel frattempo continua la mobilitazione di cittadini, residenti e appassionati. La petizione on line contro il progetto, lanciata dalla stessa sindaca di Ferriere, Carlotta Oppizzi, ha sfondato in pochi giorni le 10mila firme, risultato significativo, visto che il comune di Ferriere, appunto, conta poco più di mille residenti.

Nel frattempo si moltiplicano anche gli eventi di sensibilizzazione. Sabato è previsto una nuova manifestazione sempre a Ferriere che culminerà in serata con una fiaccolata sul monte Crociglia, mentre domenica alle 15, è prevista l’assemblea pubblica organizzata dal comune di Santo Stefano d’Aveto, per la quale sindaco facente funzione Mattia Crucioli ha invitato i responsabili della ditta proponente, promettendo battaglia su dati e numeri.

All’assemblea di Santo Stefano dovrebbero partecipare anche i rappresentanti di Città Metropolitana di Genova e potrebbe essere il primo momento in cui, dal versante ligure, si potranno ascoltare le voci istituzionali degli enti chiamati a fornire eventuali osservazioni e che fino ad oggi non hanno ancora espresso una valutazione pubblica su un progetto che rischia di cambiare per sempre uno dei paesaggi più antichi, amati e preziosi di tutta la Liguria.

 

Foto di copertina: foto simulazione generata con IA di pala sula vetta del Crociglia




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