Papà si spara con un fucile, choc a San Severino. Una lettera scritta ai familiari prima del gesto estremo

SAN SEVERINO Tragedia a San Severino dove un papà di 45 anni si è tolto la vita sparandosi con un fucile. La terribile scoperta è stata fatta solo verso mezzanotte, dopo l’allarme lanciato da un parente che non era riuscito a mettersi in contatto con lui. I motivi che lo hanno spinto a compiere il gesto estremo li ha scritti in una lettera rivolta ai suoi familiari.
In base a quanto ricostruito il 45enne, una volta uscito da lavoro, ha raggiunto un posto isolato nelle campagne di San Severino tra le località Biagi e Serrone. Lì si è avvicinato a un muretto di cemento, ha estratto il fucile che si era portato con sé, se lo è puntato al collo e ha fatto fuoco.
Nel frattempo un familiare che non era riuscito a mettersi in contatto con lui, preoccupato per quel lungo silenzio, ha dato l’allarme.
In serata sono così scattate le ricerche, il corpo senza vita dell’uomo è stato trovato verso mezzanotte da una pattuglia dei carabinieri.
All’arrivo dei militari però non c’era più nulla da fare. Il settempedano ha affidato a una lettera i suoi ultimi pensieri spiegando ai propri familiari cosa l’avesse spinto a prendere quella decisione. Una volta accertate le circostanze del tragico accadimento, su disposizione del pubblico ministero di turno, il sostituto procuratore Enrico Riccioni, la salma è stata restituita ai familiari per predisporre il funerale e consentire così ai parenti e agli amici di dargli l’ultimo saluto. La notizia della tragedia ha generato profondo cordoglio in città.




