Paolo Bonolis torna con ‘Avanti un altro’
“Finché le cose vanno bene, l’ambiente è sereno e ci si diverte, si può fare questo e anche dell’altro”: così Paolo Bonolis commenta il ritorno di Avanti un altro in access prime time su Canale5 e lo fa con Sorrisi e Canzoni Tv. 15 edizioni in 15 anni per un programma che il conduttore definisce “privo di ipocrisia” e che, secondo lui, è sempre imprevedibile: i concorrenti, spiega, sono “sempre più sereni, non hanno la preoccupazione di essere giudicati. Nel momento in cui tutti sono bizzarri, sono bizzarro pure io. E ognuno lo nasconde per pudore del giudizio altrui: è molto più sereno non farlo, non nasconderlo”.
“Nel paese dei ciechi l’orbo è re”
E no, chiarisce Bonolis, non si tratta di ‘prese in giro’: “Io non rido delle persone, rido con le persone. Non mi permetterei mai di ridere di una persona, di una sua caratteristica o della sua personalità”. Poi il discorso cade sulla corte serrata che la scorsa stagione il conduttore ha ricevuto da una concorrente: “Vado via come il pane, incredibile! Nel paese dei ciechi l’orbo è re. Non so perché si accaniscano su un quasi sessantacinquenne in uno stato decompositivo avanzato”. L’analisi del programma è ricca sulle pagine di Tv Sorrisi e Canzoni, e si arriva pure alla scelta delle camicie a fiorellini o fantasia che Bonolis indossa sempre: “Ho chiesto camicie policrome, mi piace un mondo colorato. lo sono un ‘figlio dei fiori’, è una situazione controculturale che mi porto da quando ero ragazzo”. Non manca la domanda sul suo possibile ritorno a Tu Si Que Vales: “Bisogna sentire Maria. L’anno prossimo sono 46 anni che faccio questo lavoro. Se faccio cose che mi piacciono sono contento, non devo lavorare per forza”.
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