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Panettone artigianale: i migliori del Natale 2025

Team Panettone o Team Pandoro? La sfida per la corona del lievitato delle feste continua ad essere più accesa che mai e l’Italia, ma a vincere non nei gusti non è chi pensiamo. Secondo l’indagine di AstraRicerche diramata da Unione Italiana Food, è il Team Pandoro a guidare con l’87% degli italiani che lo porta in tavola. Preferito da donne, giovani appartenenti alla Gen Z e giovani famiglie, in particolare nel Centro Italia, dove si seguono con attenzione le nuove tendenze.

Il Team Panettone, seppur con un altissimo consumo (82,8%), fa breccia in particolar modo tra gli uomini e i boomer, con una base di consumatori fedeli appassionati nel Nord-Ovest. Nonostante la netta divisione, il 70% degli italiani non rinuncia a nessuno dei due. Ma quando si tratta di scegliere tra una fetta di Pandoro o di Panettone, la bilancia pende leggermente in favore del Pandoro (52,6%) contro il Panettone (47,4%). Poco importa però perché lo scorso Natale, infatti, il 41,3% degli intervistati ha degustato il proprio dolce preferito tra le 5 e le 8 volte. C’è poi chi lo compra artigianale e chi industriale, molto spesso entrambi, differenziando i lievitati da ricorrenza, da regalare o da consumare a Natale a casa dai parenti con quelli che si mangia in casa per fare colazione o a merenda. Grazie al disciplinare di legge, entrambi ottimi prodotti.

Che cosa è un panettone artigianale?

Ogni anno ci prendiamo l’onere di fare chiarezza su uno dei termini più abusati del Natale. Bauli, il più grande produttore di croissant e prodotti da ricorrenza lievitati in Italia, sforna circa 7 milioni di pandori e 8,2 milioni di panettoni tradizionali ogni anno. Il fornaio sotto casa, alcuni chef o i ristoranti magari ne fanno una cinquantina o un centinaio o poco più. Produttori rinomati e pluripremiati come Olivieri 1882, Vincenzo Tiri, Sal de Riso, Iginio Massari e così via superano tutti le 100.000 lievitati di altissima qualità prodotti in laboratori altamente tecnologici

Tutti rispettano il disciplinare di legge se vogliono usare la dicitura “panettone”, quindi cosa fa la differenza? Artigianale non significa necessariamente migliore ma che è stato realizzato in un laboratorio di una azienda artigiana o che almeno un passaggio è stato effettuato a mano – a volte, il solo incartamento finale.

Per ciascuno dei tre lievitati da ricorrenza sono state definite da decreto ministeriale le quantità indispensabili di uova, che dovranno essere rigorosamente fresche. Allo stesso modo il decreto prevede il solo utilizzo di burro, vietando qualsiasi altra tipologia di grassi, fatta eccezione per il pregiato burro di cacao. Il panettone e la colomba ne devono contenere almeno il 16%, valore che aumenta per il pandoro, per cui si arriva al 20%.

È stata infine garantita la quantità minima di uvetta e canditi per il panettone (20%) e di canditi per la colomba (15%). Per tutti e tre i prodottila norma impone, inoltre, la lievitazione naturale realizzata con lievito madre. Esistono poi una serie di protocolli e controlli messi in atto in ogni fase del ciclo produttivo per garantire la sicurezza alimentare. La grande differenza la fanno la qualità degli ingredienti, nonché la maestria nella lavorazione e l’intento del produttore.

Esistono industrie virtuose e artigiani scarsi in tutte le cose. Come dice sempre il maestro Iginio Massari «Dico sempre che con le materie scadenti è difficile fare un prodotto buono, ma con quelle buone puoi fare anche prodotti scadenti. Vuol dire che serve un ingrediente che non si compra in nessun supermercato che si chiamano competenza».

Sempre più panettoni premium anche al supermercato

La maggior parte dei consumatori preferisce ancora il supermercato come canale di vendita e questo anche perché il panettone di fascia premium è arrivano sino a lì. Se prima pasticcerie/forni e grande distribuzione avevano due proposte diametralmente opposte, da 5 a 50 €, e non c’era molta alternativa ai due estremi, oggi la zona grigia di prodotti di fascia media fra i 10 e i 25€ è in aumento: sono prodotti da piccole e medie industrie e un’ottima mediazione nel rapporto qualità/prezzo.

I trend del panettone 2025: zuppa inglese e semi-pandori

In anni passati si potevano osservare vere e proprie tendenze: panettoni ai frutti rossi, l’anno dopo al caramello salato, poi un boom di mele e cannella. Il pistacchio ha poi imperversato da Nord a Sud fino a percolare sino agli scaffali dei supermercati ma il trend del 2025 sono le bagne alcoliche e panettoni ispirati alla zuppa inglese proposti da ben tre lievitisti: Pasticceria Max a Roma, Pasticceria Tabiano a Salsomaggiore Terme e Luca Poretto in provincia di Bologna.

Quest’anno si osservano anche molti più pandori, e diversi prodotti ibridi: ossia lievitati senza canditi e senza uvetta che si pongono fra un pandoro e una veneziana, cotti nel pirottino. Per accontentare tutti in famiglia, comprando il proprio lievitato delle feste di persona, online o facendoselo spedire via delivery. Ultimo trend, la shrinkification dei formati oltre a quelli classici da 1 kg vedono sempre più prodotti da 500g.

Ecco i migliori panettoni selezionati quest’anno per voi:


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