Pane Coccoi, passo avanti verso il riconoscimento della tutela Igp – Prodotti Tipici
È di semola di grano duro con
un cuore morbido e la crosta croccante, richiede grande
manualità e presenta svariate forme e decorazioni che variano in
base alla storia e cultura di ogni paese. Sfumato il sogno di
ottenere la prestigiosa dop, il Comitato promotore per il pane
Coccoi punta all’Igp – indicazione geografica protetta- e
compie un importante passo. È stata infatti indetta la riunione,
convocata dal ministero dell’Agricoltura, di pubblico
accertamento del disciplinare di questa tipologia di pane di
semola da grano duro e di antiche origini, rappresentativo
dell’intera Sardegna, già prodotto Pat – Prodotto Agroalimentare
Tradizionale. L’incontro si terrà il 3 marzo alle 10,30,
all’hotel Regina Margherita, a Cagliari.
“Una tappa decisiva nel percorso per il riconoscimento della
denominazione europea – sottolineano Maria Antonietta Dessi,
coordinatrice progetto – l’incontro è infatti un passaggio
fondamentale per verificare la rispondenza del disciplinare di
produzione ai metodi leali e costanti previsti dalle normative
europee”. Sarà l’occasione per dare lettura della proposta di
disciplinare e acquisire eventuali osservazioni da parte di
panificatori e i vari soggetti coinvolti. La partecipazione è
aperta a comuni, organizzazioni professionali, produttori e
operatori economici. L’istanza di riconoscimento è stata
presentata dal Comitato promotore Pane Coccoi Igp presieduto da
Gianfranco Porta, grazie al sostegno di Agris, Laore,
associazioni di categoria tra cui quella dei panificatori,
Accademia sarda lievito madre, Porto Conte Ricerche, Università
di Sassari e Cagliari per ottenere una tutela legale contro le
imitazioni e garantire ai consumatori l’origine e la qualità di
uno tra i prodotti iconici dell’ Isola.
“Se tutto va bene, questa è l’ultima tappa poi si va a
Bruxelles per il riconoscimento ufficiale – afferma Gianfranco
Porta – il Coccoi racconta la storia dei territori, abbiamo
lavorato tre anni per il marchio Dop, tutto il lavoro fatto non
deve andare disperso e da parte dei panificatori, anche se l’
Igp non lo richiede, c’ è la forte volontà di portare avanti la
tradizione con l’utilizzo di materie prime locali e lievito
madre. È importante poter trasmettere e mettere in evidenza il
carattere identitario di questo pane e il suo valore legato al
gusto e all’aspetto salutare”. L’impegno del comitato è volto
anche a far entrare sempre più il coccoi nella ristorazione. “Ma
anche a puntare su figure che sappiano far emergere con i loro
racconti l’unicità del prodotto e creare occasioni per poterlo
degustare, ad accompagnare prodotti e piatti della Sardegna”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Source link




