Palpeggia una passeggera sul regionale, operaio del cantiere navale stanato dalle spycam
ANCONA Uno sfioramento involontario per lui, un palpeggiamento (per nulla gradito) sul sedere per lei. Versioni contro di quanto accaduto due anni fa a bordo di un treno regionale su cui ora dovrà esprimersi il collegio penale. Ieri mattina, infatti, il gup Alberto Pallucchini ha disposto il rinvio a giudizio di un 33enne tunisino, attualmente relegato agli arresti domiciliari in Veneto. Deve rispondere di violenza sessuale, seppur nella fattispecie più lieve.
Il dibattimento
All’epoca dei fatti contestati dalla procura l’uomo lavorava ad Ancona, essendo operaio al cantiere navale. Difeso dall’avvocato Alberto Zannier, il nordafricano dovrà affrontare il dibattimento a partire dal 17 giugno. La donna palpeggiata si è costituita parte civile.
Dopo l’episodio denunciato dalla vittima, l’imputato era stato immediatamente individuato e denunciato dagli agenti della Polfer. Lo avevano bloccato alla stazione ferroviaria di Loreto, la prima fermata utile del regionale a seguito dell’sos lanciato dalla donna, assistita dall’avvocato Laura Catena. Stando a quanto ricostruito dalla procura, a bordo del treno l’uomo avrebbe approfittato di un momento di confusione per allungare le mani in modo illecito e tastare il sedere della donna. Un gesto di cui lei si è subito accorta, lanciando l’allarme al personale ferroviario che, poi, si è messo in contatto con gli agenti della Polfer.
L’assist
Proprio gli operatori di polizia, dopo aver fatto scendere il tunisino a Loreto, avevano subito controllato le immagini delle telecamere presenti sul regionale, selezionando i frame che poco prima avevano immortalato l’abuso sessuale poi contestato dalla procura. Nel giro di pochissimi minuti, così, l’operaio era stato identificato e denunciato. Rigetta le contestazioni. Ora, la parola ai giudici.




