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Palazzina esplosa martedì sera (video): i dubbi sulle cause

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Nel tardo pomeriggio di martedì una violenta esplosione ha devastato una palazzina di tre piani a Prun, frazione collinare del comune di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona. Il bilancio è di un morto e tre feriti. Le operazioni di soccorso, iniziate pochi minuti dopo la deflagrazione, si sono protratte per ore tra le macerie dell’edificio, mentre l’area veniva isolata per consentire i rilievi tecnici e le indagini coordinate dalla Procura.

L’esplosione si è verificata attorno alle 17.40 in via Sattarine, al civico 20. Secondo le prime ricostruzioni, ancora in fase di accertamento, la causa sarebbe riconducibile a una fuga di gas sviluppatasi all’interno di uno degli appartamenti. La deflagrazione ha interessato in particolare il primo piano dello stabile, provocando il collasso di gran parte della struttura e la proiezione di detriti e vetri nelle aree circostanti. Il boato è stato avvertito distintamente in tutta la frazione, accompagnato da una densa nube di fumo e polvere che ha temporaneamente ridotto la visibilità nella zona.

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I primi ad accorrere sono stati i residenti delle abitazioni vicine, allertati dal forte rumore e dalle vibrazioni. Alcuni hanno riferito di aver percepito un odore di gas già in precedenza e di aver notato movimenti insoliti poco prima dell’esplosione. Subito dopo il crollo, dalle macerie si sono levate richieste di aiuto provenienti dall’interno dell’edificio. Nel frattempo, sono stati contattati i soccorsi.

Sul posto sono intervenute le squadre operative del comando provinciale dei Vigili del fuoco di Verona con due autopompe, un’autoscala e un carro fari, coordinate dal funzionario di guardia. È stato inviato anche personale specializzato del nucleo USAR (Urban Search and Rescue), formato per operazioni di ricerca e soccorso in contesti urbani complessi, affiancato da unità cinofile addestrate per individuare eventuali persone sotto le macerie. Presenti anche i carabinieri, la polizia locale e il personale sanitario del Suem 118, giunto con ambulanze, automedica ed elicottero.

All’arrivo dei soccorritori, lo scenario appariva gravemente compromesso: la palazzina risultava in gran parte collassata e i detriti occupavano la corte e parte della sede stradale. Le operazioni si sono concentrate inizialmente sull’individuazione delle persone rimaste intrappolate. Dalle macerie sono stati estratti vivi tre feriti: due uomini e una donna. Si tratta di Cristian Savoia, 33 anni, e della madre Rosanna Marchesini, 67 anni, entrambi soccorsi dai Vigili del fuoco e affidati alle cure del personale sanitario, e di Roberto Sartori, cognato della famiglia, che è riuscito a uscire autonomamente dall’edificio subito dopo l’esplosione. I tre sono stati trasportati all’ospedale di Borgo Trento a Verona; le loro condizioni sono state giudicate non gravi.

Le ricerche sono proseguite senza interruzioni per individuare un quarto occupante dell’abitazione. Intorno alle 19.45, dopo aver scavato per circa due metri nel punto segnalato anche dalle unità cinofile, i soccorritori hanno raggiunto il corpo di Bruno Savoia, 68 anni. Il medico del 118 ha potuto soltanto constatarne il decesso. La notizia ha profondamente colpito la comunità locale, che si è raccolta nei pressi dell’area transennata in segno di vicinanza ai familiari.

Nell’edificio abitavano complessivamente più nuclei familiari. Oltre alla famiglia Savoia, erano presenti un’altra donna con la figlia, assente al momento dell’esplosione, e una coppia con un’anziana madre. Per ragioni di sicurezza, l’intera palazzina è stata evacuata e l’accesso all’area interdetto. In via precauzionale sono stati fatti allontanare anche alcuni residenti degli edifici adiacenti, per un totale di circa dieci persone che hanno trovato temporanea sistemazione presso parenti e conoscenti.

Le operazioni di messa in sicurezza sono proseguite fino a tarda sera, con la verifica della stabilità delle porzioni rimaste in piedi e il controllo dell’eventuale presenza di ulteriori fughe di gas. L’area interessata dalla deflagrazione sarà sottoposta a sequestro probatorio su disposizione dell’autorità giudiziaria, per consentire accertamenti tecnici approfonditi. Sul posto si è recato il pubblico ministero Carlo Boranga, incaricato di coordinare le indagini volte a chiarire l’esatta dinamica dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità.

Secondo una prima ipotesi investigativa, la causa potrebbe essere riconducibile a una fuga di gas proveniente dall’appartamento della famiglia Savoia, forse collegata a una bombola o all’impianto domestico. Tuttavia, gli inquirenti hanno precisato che solo le perizie tecniche potranno stabilire con certezza l’origine dell’esplosione. Nella giornata successiva sono previsti i sopralluoghi dei tecnici comunali per valutare l’agibilità della parte dell’edificio rimasta in piedi e degli immobili circostanti.

L’episodio ha suscitato reazioni anche a livello istituzionale. Il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco ha espresso cordoglio per la vittima e vicinanza ai familiari, sottolineando l’efficienza e la tempestività dell’intervento dei Vigili del fuoco e delle altre forze impegnate nelle operazioni di soccorso. Parole di apprezzamento per il lavoro svolto sono arrivate anche dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha manifestato attenzione per l’evolversi della situazione e gratitudine verso tutto il personale intervenuto, compresi gli specialisti del nucleo speleo-alpino-fluviale, il Suem e la Protezione civile.

La frazione di Prun, abitualmente caratterizzata da un contesto tranquillo e residenziale, è rimasta per ore presidiata dai mezzi di soccorso e dalle forze dell’ordine. L’intervento coordinato tra Vigili del fuoco, sanitari e forze di polizia ha consentito di escludere, grazie anche al supporto delle unità cinofile, la presenza di ulteriori persone coinvolte sotto le macerie.

Resta ora da chiarire in modo definitivo la causa della deflagrazione. Gli accertamenti tecnici, che includeranno l’analisi degli impianti e dei materiali rinvenuti tra i detriti, saranno determinanti per stabilire se si sia trattato di un guasto accidentale o di altre circostanze. L’esito delle verifiche sarà fondamentale anche per definire eventuali interventi strutturali sugli edifici limitrofi e per garantire la sicurezza dei residenti che potranno rientrare nelle proprie abitazioni solo dopo il via libera delle autorità competenti.

La tragedia ha segnato profondamente la comunità di Negrar di Valpolicella, dove la famiglia Savoia era conosciuta. Bruno Savoia lascia la moglie, il figlio e una figlia residente in un altro comune della provincia. Mentre i feriti restano ricoverati per accertamenti, il paese si prepara a fare i conti con le conseguenze di un evento improvviso che ha interrotto la quotidianità in pochi istanti, trasformando un pomeriggio ordinario in una tragedia.

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