Palasport, la proposta del presidente del Coni Liguria

Genova. Questa domenica il Palasport riaccende le luci non soltanto per terminare i lavori legati agli spazi commerciali, in ritardo rispetto al preventivato (da fine 2025 a marzo 2026), ma per accogliere la squadra di basket dei Seagulls – Elah Acquario di Genova nella prima gara di ritorno del campionato di serie B interregionale contro il Junior Casale (ore 18). In questo 2026 in verità era già successo sempre per la partita casalinga dei Seagulls contro l’Use Empoli, le due partite fanno parte di un quartetto di match (due sono state a dicembre) grazie a un accordo tra Comune e Porto Antico di Genova spa. L’amministrazione comunale ha coinvolto, in questa fase ancora provvisoria, la Porto Antico per un comodato d’uso gratuito in modo da capire quali sono effettivamente le necessità impiantistiche ed economiche dalla struttura e non è detto che la Porto Antico non sia coinvolta anche successivamente in un project financing che riguardi tutta la gestione del Waterfront.
Il 7 e l’8 febbraio invece arriveranno i campioni nazionali e internazionali del JuJitsu per il Genoa Open valido per il JJIF Grand Prix Ranking Event.
Resta comunque il problema di una gestione onerosa che la sindaca Silvia Salis, rispondendo lo scorso novembre a un’interrogazione in consiglio comunale, aveva quantificato in 34 mila euro iva esclusa per 24 ore di apertura a causa per la conduzione termica, quella elettrica e per la manutenzione varia.
Micillo (Coni Liguria): “Palasport assurdamente troppo grande per le squadre attuali a Genova”
Sul fronte sportivo, a margine della presentazione dei dati di impatto di Liguria regione europea dello sport 2025, il presidente del Coni Liguria Antonio Micillo ha definito il Palasport un’opportunità che può far ripartire alcuni sport di squadra che a Genova faticano rispetto ad altre piazze. Sport come il basket o la pallavolo, che in questo momento godono di buona salute in Italia, non hanno squadre nei campionati di serie A o A2.
“Quando si è parlato della capienza del Palasport troppo piccolo − rileva Micillo − assurdamente potrei dire che in questo momento è troppo grande, perché non abbiamo le società che riescono a portare gente, perché non si è creato un interesse”.
Il presidente del Coni definisce Genova “monoculturale” dal punto di vista sportivo: “C’è il calcio. Quando nasce un bambino si chiede se è maschio o femmina, poi se è genoano o sampdoriano e questo frena un po’”.
È anche però una questione di investimenti: “Manca soprattutto una classe imprenditoriale che capisca il valore sociale, culturale ed economico dello sport e che investa nello sport, perché anche le società calcistiche genovesi non trovano più da tanti anni personaggi cittadini che vogliono investire e quindi a maggior ragione abbiamo problemi sulla pallavolo, sulla pallacanestro, anche il rugby stesso, fortunatamente abbiamo il Cus Genova, però anche la Pro Recco poi ha avuto i suoi problemi”.
Per Micillo dunque è un discorso complesso: “Bisognerebbe sedersi attorno a un tavolo gli imprenditori, gli stakeholder genovesi e liguri e vedere di fare una massa critica per rilanciare alcune discipline sportive che hanno un grosso impatto anche mediatico come la pallavolo e la pallacanestro, per parlare degli sport di squadra”.
Palasport, per Micillo serve il naming e un gestore di alto livello
A proposito del Palasport, Micillo non ha una ricetta per risolvere la questione, ma prova a dire la sua: “Non sono un gestore di impianti, sono un appassionato di sport che mi trovo a fare il presidente del Coni Liguria. La prima cosa che farei io, come ho sempre detto, cercherei, perché c’è la possibilità, di avere chi dà il naming, perché il naming vuol dire avere delle risorse economiche”. Come capita spesso i palazzetti dello sport e oggi anche gli stadi, prendono il nome di uno sponsor.
“Dopodiché metterei nel piatto queste risorse economiche, metterei nel piatto la disponibilità del Palasport − aggiunge − 360 giorni l’anno sarebbe meglio. Qui c’è il problema del Salone Nautico. Ho già detto in altre occasioni che oggi il Palasport non è più funzionale per lo sviluppo del Salone, ma può essere un servizio di supporto per attività integrative durante il Salone. E poi occorre un bando per trovare un gestore, un bando nazionale o internazionale, perché se si trova un gestore di altissimo livello, che magari gestisce altri impianti sportivi, può fare sinergia, pensando allo sport e pensando anche a qualche evento diverso dallo sport, anche musicale, magari di nicchia, perché è chiaro che non siamo a San Siro”.




