Palas2 a Miramare, il comitato sogna ma la strada è in salita. “Idea suggestiva, ma quei soldi non ci sono”

Una serata tra sogni e realtà. Si può riassumere così l’incontro di mercoledì (10 dicembre), andato in onda all’hotel Touring alla presenza di 300 cittadini della zona di Rimini Sud: i comitati dei cittadini hanno presentato al sindaco Sadegholvaad e ai suoi assessori una proposta per dare un futuro all’area Novarese. Una proposta “faraonica”, per investimenti da oltre 150 milioni di euro. Un’idea definita dallo stesso primo cittadino “suggestiva” ma che poi va a scontrarsi con l’attuale mancanza di risorse e di investitori privati. L’incontro ha tuttavia aperto una lunga serie di riflessioni, a partire dal fatto che Rimini Sud si “candida” apertamente per ospitare il “palas 2”, ovvero la nuova struttura congressuale da costruire a supporto dell’immobile di via della Fiera.
Ieg può investire 20 milioni
Da un lato c’è la proposta dei comitati. Che in breve, così è strutturata: costruire un pala Congressi a monte della ferrovia in zona Rimini Sud, realizzare all’interno dell’ex Novarese un centro polifunzionale collegato al rilancio di Rimini Terme. Un’operazione tanto ambiziosa, quanto vincolata alla ricerca di investitori che ad oggi non ci sono. Anche perché l’altro lato della medaglia, ovvero la necessità di costruire un nuovo palaCongressi, presenta dinamiche completamente differenti: Ieg starebbe valutando di mettere sul piatto un investimento da circa 20/21 milioni di euro con prospettive totalmente differenti. Si immagina un Palas2 di ampiezza 1/4 rispetto all’attuale quartier generale di via della Fiera, in grado di ospitare eventi per un migliaio di persone. In pratica un padiglione in grado di dare man forte agli attuali saloni che nel 2026 sono già con le date sold out.
E sul “dove costruirlo” è ancora caccia all’area: la soluzione più semplice sarebbe quella di costruire a due passi dall’attuale Palas, in via della Fiera, nell’area ex Acquarena. Ma era stato proprio il sindaco, in occasione del Ttg, a lanciare la proposta di una struttura in “zona mare”. Da qui, l’interesse dei comitati: con la zona di Rimini Sud scatenata.
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Il piano B, dopo il sondaggio con Riccione
Per il “Palas 2” si era fatto anche un tentativo con la struttura di Riccione, incassando di fatto un “niet” a livello di istituzioni locali. Così la “prima opzione” è un ampliamento di fronte all'”Astronave” in via della Fiera. Le esigenze della società “prescindono dalle dinamiche territoriali e l’interlocuzione per la nuova struttura è tutta da costruire” ha sottolineato Sadegholvaad. Comunque sarebbe “un peccato non farla in zona mare”. Ma, insiste il sindaco, “non si può mettere il carro”, il palacongressi, “davanti ai buoi”, Novarese e Talassoterapico.
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Il “Palas 2” in quell’area, dove c’è la possibilità di costruire su un’area di 5.000 metri quadrati, potrebbe realizzarsi solo nell’ambito di una riqualificazione complessiva. I gruppi interessati alla Novarese chiedono infatti anche del Talassoterapico, per questo l’amministrazione punta a sdemanializzarlo, per “essere più liberi di cercare un investitore per una rigenerazione che porti magari anche al nuovo palacongressi”, e a pubblicare un bando comune nel 2026. “L’aspirazione di Rimini sud – ha comunque ribadito il sindaco – è sacrosanta”: la variante al Rue per i condhotel darà “nuove possibilità”.
Cosa si sta facendo per le ex colonie
Il Comune di Rimini ha scelto di “giocare” fino in fondo la partita delle ex colonie, mettendo in campo “un’azione molto chiara”, che il sindaco Jamil Sadegholvaad ricostruisce alla stampa, dopo l’incontro con i comitati della frazione di Miramare sul futuro del complesso Novarese-Talassoterapico. Partendo dalle colonie, Palazzo Garampi con quattro milioni di euro si è ripreso la Novarese, con altrettanti la ex Enel e ha a bilancio le risorse per fare altrettanto con la Murri, argomenta il primo cittadino.
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”Ma è fuori strada – prosegue Sadegholvaad -, pensare che possa investire per la loro riqualificazione altri 30 o 40 milioni di euro, per realizzare, biblioteche, ludoteche, spazi di coworking e altro. La carreggiata corretta, invece, è stata presa in Toscana, con bei progetti di recupero da parte di privati per creare resort, residence e strutture ricettive di lusso. Ci sono anche esempi più vicini: a Riccione Le Conchiglie tornata hotel, cambiando il volto a quell’area della Perla Verde; poco più in là con la Bolognese acquistata da Linda Gemmani per ridarle luce; a Cesenatico con l’operazione del gruppo Falkensteiner sulle colonie. In questa direzione va allora la variante al Rue per i condhotel”. Perché, ribadisce il sindaco, “il loro recupero è possibile solo con capitali privati e ritorno economico”.
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