Pakistan, assalto al consolato Usa a Karachi: almeno 9 morti
NEW DELHI – Almeno nove persone sono rimaste uccise e più di due dozzine ferite domenica a Karachi, in Pakistan, dopo che centinaia di manifestanti a volto coperto hanno preso d’assalto il consolato degli Stati Uniti e si sono scontrati con le forze di polizia e i reparti di paramilitari schierati a difesa della sede diplomatica.
Un alto funzionario delle forze di sicurezza ha dichiarato che i manifestanti hanno attaccato il perimetro del consolato, ma sono stati dispersi e ha smentito che una parte dell’edificio sia stata data alle fiamme. Tuttavia, ha aggiunto che i manifestanti hanno dato fuoco a un posto di polizia nelle vicinanze e rotto le finestre dell’edificio principale prima che le forze di sicurezza riprendessero il controllo della situazione.
Le proteste contro la sede consolare americana da parte della comunità sciita pakistana sono scoppiate poche ore dopo che Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran e ucciso la guida suprema del Paese, l’Ayatollah Ali Khamenei.
Il ministro dell’Interno pakistano, Mohsin Naqvi, ha lanciato un appello alla calma: «Dopo il martirio dell’Ayatollah Khamenei – ha detto – ogni cittadino del Pakistan condivide il dolore del popolo iraniano». Ha definito la giornata «un giorno di lutto per la Ummah musulmana e per i popoli dell’Iran e del Pakistan», ma ha esortato la popolazione a non farsi giustizia da sé e a esprimere le proprie proteste in modo pacifico.
L’Ambasciata degli Stati Uniti in Pakistan ha scritto su X di stare monitorando le segnalazioni di manifestazioni in corso presso i Consolati generali a Karachi e Lahore, nonché gli appelli per ulteriori proteste davanti all’Ambasciata Usa a Islamabad e al Consolato generale a Peshawar.
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