«Paga i danni o tutti ti vedranno la tua foto nuda»
FALCONARA – La serata trascorsa a bere in uno chalet di Falconara, l’incontro, poi la decisione di passare la notte insieme a casa di lui. Il mattino dopo, storditi dall’alcol, hanno avuto un incidente stradale. La corsa all’ospedale in codice rosso, ma il vero incubo per lei, studentessa lucana che oggi ha 25 anni, si è materializzato solo nei giorni successivi quando l’amante di una notte si è trasformato in ricattatore. «Pagami i danni che hai fatto alla mia Bmw o metto sui social la tua foto da nuda». Non si è limitato a minacciare lei, ma anche il padre. Intimidazione concreta, dal momento che in quella notte di passione e di eccessi aveva immortalato la giovane in déshabillé, a sua insaputa.
Le accuse
Il 45enne d’origine marocchina, residente a Falconara e difeso dall’avvocato Marco Torelli, ora è a processo per una triplice accusa: revenge porn, estorsione e detenzione di materiale pornografico. Ieri in tribunale è stata ascoltata la vittima, che davanti al giudice Francesca Grassi ha confermato di essere la ragazza ripresa nella foto che l’imputato le aveva scattato di notte, distesa sul letto di spalle, nuda e con i soli stivali addosso, la sera trascorsa insieme, il 25 settembre 2021. Quella foto nei giorni successivi era stata inviata dal 45enne al padre della giovane, come tentativo estremo di farsi pagare i danni dell’auto. Dopo la notte di passione, infatti, i due, ancora annebbiati dall’alcol, erano usciti. Stavano andando a casa di lei, quando hanno avuto un incidente. Alla guida, secondo la ricostruzione della polizia stradale intervenuta in via delle Caserme, c’era la 25enne, finita – insieme al 45enne – all’ospedale in codice rosso, ma non in pericolo di vita. L’imputato nei giorni successivi avrebbe contattato la ragazza per chiederle di pagare 3mila euro di danni provocati alla sua Bmw. «Ci penserà mio padre», gli avrebbe detto, fornendogli il numero di cellulare. «Mia figlia in questa storia non c’entra niente, non era lei a guidare la tua auto», ha risposto l’uomo, versione confermata da lui stesso ieri in aula. Da lì, il ricatto hard. «Se non mi paghi, metto su Facebook la foto di tua figlia nuda». E quella foto a luci rosse è rimbalzata proprio sul cellulare del padre della vittima. Non è finita sui social grazie alla tempestiva denuncia sporta, da cui è scaturito il processo che riprenderà il prossimo 24 febbraio.




