Viaggi e turismo

Paesaggi mozzafiato, boschi silenziosi e borghi: ecco l’Italia dei cammini

Ortona, il Cammino di Margherita

Il Cammino di Margherita tra storia e natura

L’idea del Cammino di Margherita è nata ufficialmente nel 2022, anno in cui ricorreva il 500° anniversario della nascita di Margherita d’Austria (1522-2022). In quell’anno le celebrazioni dell’Anno Margheritiano a L’Aquila e Ortona hanno dato la spinta decisiva per creare un itinerario che si snoda dalle vette dell’Appennino aquilano fino alle scogliere di Ortona, raccordando borghi medievali e palazzi farnesiani in un abbraccio tra storia e natura. Figlia dell’Imperatore Carlo V, Margherita fu una delle figure femminili più influenti del Rinascimento e legò indissolubilmente il suo nome all’Abruzzo, governando i feudi del cosiddetto “Stato Farnesiano”. Il cammino si snoda come un filo rosso che unisce le città e i borghi che Margherita scelse come sua dimora o che amministrò con lungimiranza. I punti cardine sono L’Aquila, dove risiedette a lungo nel Palazzo Farnese (attuale sede del Comune) come governatrice, i feudi interni, con borghi come Leonessa (nel Lazio, ma storicamente legata al territorio), Cittaducale, Montereale e Penne. Anche Ortana entra in questo circuito, perché qui Margherita trascorse gli ultimi anni della sua vita. L’obiettivo non è solo sportivo, ma identitario, perché intende connettere il Tirreno all’Adriatico attraverso la storia, valorizzando l’architettura farnesiana, l’enogastronomia locale e i paesaggi montani del Gran Sasso e della Majella fino al mare.

Il Cammino di Guglielmo

Il Cammino di Guglielmo e il rilancio dell’Irpinia

Il Cammino di Guglielmo rappresenta il fiore all’occhiello di una nuova strategia di valorizzazione dell’entroterra campano, unendo la devozione per San Guglielmo da Vercelli, patrono dell’Irpinia, a un progetto ambizioso sostenuto dal ministero degli Esteri nell’ambito del “Turismo delle Radici”. Il percorso si sviluppa tra siti di immenso valore spirituale e architettonico come l’Abbazia di Montevergine e il complesso del Goleto a Sant’Angelo dei Lombardi, proseguendo poi verso la Basilicata e la Puglia in un corridoio interregionale che tocca borghi autentici spesso esclusi dai circuiti turistici di massa. Questa riscoperta del territorio si lega strettamente al rilancio dell’Altopiano del Laceno presso Bagnoli Irpino, dove la recente messa in funzione delle nuove seggiovie Settevalli e Rajamagra ha restituito alla Campania il suo principale polo sciistico, trasformandolo però in una destinazione “four seasons”. L’obiettivo è offrire un’esperienza turistica integrata dove il trekking, la mountain bike e i cammini religiosi si fondono con l’eccellenza enogastronomica locale, dai celebri vini Taurasi, Fiano e Greco al pregiato tartufo nero di Bagnoli, intercettando sia il turista internazionale in cerca delle proprie origini familiari, sia l’appassionato di sport di montagna che cerca natura incontaminata a due passi da casa.

Basilicata coast to coast

Basilicata coast to coast per ispirarsi al cinema

Il progetto “Basilicata Coast to Coast” offre un percorso di 167 km tra Maratea e Nova Siri e ripercorre l’itinerario di viaggio lento proposto dall’attore Rocco Papaleo nel 2010 nel celebre film omonimo. Presenta un dislivello positivo di 6076 metri e un dislivello negativo di 6036 metri. Un viaggio lento da percorrere a piedi o in bicicletta partendo dalla costa di Maratea, attraversando la storica via istmica che conduce agli epici approdi magnogreci sullo Jonio. Il tracciato conduce nelle aree protette dei Parchi nazionali del Pollino e dell’Appennino Lucano, incrociando eremi e santuari, opere d’arte e infrastrutture outdoor, paesi e borghi pronti ad accogliere i viaggiatori con l’ottimo cibo e la cordiale ospitalità lucana. I punti di partenza e arrivo del tracciato sono collegati con treni e autobus alle principali destinazioni nazionali e tutte le tappe iniziano e terminano in centri abitati dove è possibile alloggiare in camping, affittacamere, b&b e alberghi.

Il Cammino Materano: dalla terra di San Nicola alla magia dei Sassi

Partendo dalla Basilica di San Nicola a Bari, luogo carico di energia millenaria dove si incrociano le rotte di pellegrini da tutto il mondo, il Cammino Materano si addentra nel cuore della Puglia meno conosciuta per raggiungere la Basilicata. Il viaggio inizia tra i vicoli di Bari Vecchia, dove le signore preparano ancora le orecchiette in strada e i bambini giocano a palla tra le edicole votive, per poi proseguire per circa 170 chilometri attraverso l’altopiano della Murgia, tra campi di mandorli, uliveti secolari e paesi incastonati su profonde gravine come Santeramo in Colle e Cassano delle Murge. Sebbene il percorso non presenti dislivelli proibitivi, le tappe sono piuttosto lunghe e richiedono un certo allenamento, rendendolo un viaggio emozionante per chi ha già un po’ di esperienza di lunga distanza. Il periodo ideale è la primavera, quando la natura è in fiore e le temperature sono miti, permettendo di godere appieno dei piaceri semplici della vita pugliese prima di giungere alla meta finale: Matera. L’ingresso nella città dei Sassi, con la sua bellezza sconvolgente scavata nella roccia e la sua storia millenaria di sofferenza e riscatto, è uno dei traguardi più iconici e commoventi che un camminatore possa raggiungere in Italia, soggiornando in hotel di charme nelle città o in agriturismi accoglienti nelle campagne.

La Magna Via Francigena

La Magna Via Francigena, la Sicilia inusuale tra terra e mare

Chiamata “Magna” per l’importanza strategica che rivestiva fin dall’epoca romana e normanna, la Magna Via Francigena attraversa la Sicilia da nord a sud per 186 chilometri, collegando Palermo ad Agrigento in un viaggio che va dal Mar Tirreno al Mar Mediterraneo. Questo percorso rivela una Sicilia inaspettata e lontana dagli stereotipi costieri: è la Sicilia dell’entroterra, fatta di vasti paesaggi aperti, trazzere polverose, riserve naturali popolate da rapaci e villaggi di origine araba dove i quartieri sembrano labirinti arroccati sulle colline. Il fascino del cammino risiede nelle piccole comunità montane come Prizzi e Corleone e nelle persone che le abitano, custodi orgogliosi di un passato millenario e costruttori di un futuro basato sull’accoglienza calorosa e autentica. Lungo l’itinerario si scoprono cascate nascoste e una gastronomia tra le più saporite d’Italia, capace di rigenerare il corpo dopo le fatiche della giornata, fino all’approdo finale nella leggendaria Valle dei Templi di Agrigento. Camminare lungo la Magna Via significa scoprire l’anima profonda dell’isola, fatta di silenzi solenni, cieli luminosi e un calore umano che trasforma ogni pellegrino in un amico, in un viaggio che culmina tra le colonne doriche che guardano il mare.


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