Ötzi all’ex Enel, Lucchin: «C’è ancora tempo per evitare un grave errore» – Bolzano
BOLZANO. «Ve le immaginate le file per vedere Ötzi che si fanno strada tra quelle in attesa davanti alla questura?»: Claudio Lucchin apre la mappa di Bolzano e guarda alla possibile nuova casa della mummia all’ex Enel. «Lì, in fondo a via Dante – dice perplesso -, a sfiorare le auto in coda su ponte Druso. Come li portiamo i turisti dei Portici, con le navette in mezzo al traffico o in colonna mano nella mano?».
Senza dire del carcere. Che già Luis Durnwalder voleva portar via e che invece, vent’anni dopo, come Dumas, se ne sta e starà ancora abbarbicato sulla strada chissà per quanto. Insomma, la collocazione scelta a fatica per il museo scricchiola mano a mano che si guardano le cose una per una.
Lucchin è l’architetto che aveva per primo immaginato di mettere in pratica un’idea alternativa a quella già in campo del Virgolo: una addizione vetrosa, quasi quella del Museion, sopra l’ex Ina, alla fine di via Museo. Poi, vi si era sovrapposta la proposta di Renzo Piano, mica uno qualsiasi, che aveva sviluppato quell’opzione davanti a ponte Talvera. «Niente, si sono inventati una commissione presa in Veneto che ha pensato all’ex Enel» sospira Lucchin.
La quale, oggettivamente ma pure urbanisticamente, se ne starebbe abbondantemente fuori asse rispetto ai percorsi di chi visita Bolzano e senza neppure, ecco l’altro elemento, «aprire ai nuovi quartieri come nel caso della immaginata collocazione alle vecchie Pascoli».
Soluzione migliore? «Fare un polo museale con ex Banca d’Italia, il Museo Civico e la biblioteca civica». E dire che era in campo dal 2015. L’allora assessore dem Christian Tommasini stava spingendo per costituire un sotto o sovrappasso per collegare i due musei. Con poca spesa e tanto ritorno possibile. Neanche ascoltato. A pensarci in quagli anni Bolzano rinunciò a due soluzioni già in essere: la variante alla Ss12 e il polo museale. Tutte e due già pronte nei cassetti di Tommasini.
E adesso, Claudio Lucchin?
Io dico che c’è ancora tempo per evitare un grave errore. Non è un peccato dire che si è sbagliato.
Cosa si è immaginata la Provincia invece?
La via dei musei. Partendo dal Museion per arrivare a ponte Druso. Ma attenzione, già adesso lo stesso Museion soffre per la sua location, visto il basso numero di visitatori. Mettere Oetzi ancora più in fondo non va.
Ci sono esempi di queste vie?
Penso a Francoforte. Ma lì scorrono lungo il fiume e sono dentro i percorsi urbani. Bolzano è invece una città strana, ha un centro lontano e chiuso e il resto oltre. Ha direttrici dei flussi che la tagliano, e una, via Druso e via Marconi è il massimo del traffico. Ötzi starebbe tra le code e senza parcheggi col fiume alle spalle e invisibile.
L’invisibilità è un elemento?
Se fosse visibile, tanto di cappello allora. Ma non lo è. E ha di fronte i giardini Gilm che sono quanto di più triste si possa immaginare.
Perché è stata scelta lì la nuova casa per la mummia?
Non chiedetemelo. È contro ogni logica urbana. Magari non volevano fare un piacere alla Habitat di Tosolini, visto che l’ex Ina è sua, ma anche l’ex Enel lo è. Ma mi chiedo: ci sono già tre poli culturali lì, in fondo a via Museo, perché non approfittarne?
Che intende?
Il Civico, l’archeologico e la biblioteca che tra un po’ lascerà il campo per trasferirsi alle ex Pascoli. In mezzo c’è un grande cortile verde, davanti ha i più naturali flussi di visitatori della città, tra via Museo, i Portici, via Leonardo.
Perché dunque?
Hanno chiesto a una commissione che avrà dovuto prima guardarsi Bolzano che probabilmente non conosceva.
E pensare che era già in campo un sottopasso per collegare Museo a Museo…
Lo so, me ne aveva parlato Tommasini. Forse in quegli anni era troppo in anticipo ma dopo no. E’ quello che penso adesso: una connessione tra le tre istituzioni.
Dunque non pensare come lei e Piano fecero, solo all’ex Ina?
No, a tutti e tre gli elementi.
Vantaggi?
Tanti. Primo, ci sono già in natura gli edifici, secondo sono in un punto strategico, vicino a tutte le attrattività turistiche, inoltre, tra pochi anni, anche a due passi dal nuovo Polo bibliotecario che, per di più, avrà anche un museo delle autonomie…
E ancora?
Il biglietto. Immaginate lo spazio di marketing culturale se ai visitatori si offrisse un unico biglietto per vedersi tre strutture.
Ma Ötzi ha bisogno di spazio?
E perché all’ex Enel ce ne sarebbe di più? È una vecchia casa e un piccolo giardino.
Dove andrebbe Ötzi in questo Polo museale nuovo?
Dove si vuole. Magari via dall’ex Banca d’Italia e dargli tutto il Civico, con quest’ultimo che potrebbe sfruttare torre e un piano, oppure dove oggi c’è la mummia. O ancora meglio sfruttando l’edificio della Civica per dargli spazio. Insomma, tutti avrebbero più respiro.
Che ci vorrebbe?
Coraggio.
E dove lo si trova?
Aprendo una cartina di Bolzano, osservando bene che significa quell’incrocio tra via Dante e via Marconi e alzando gli occhi invece su via Museo alta e dicendosi: tra i due posti non c’è partita.




