Other Lives – Volume V
Sono passati cinque anni e mezzo dall’uscita di “For Their Love” e a ottobre, via PIAS, gli Other Lives sono tornati con questo loro quinto LP.
Un lavoro composto di dieci tracce, registrato in gran parte a The Sheerar, un’ex chiesa oggi sede dello Stillwater History Museum, che viene definito dalla press-release come un disco di straordinaria profondità musicale ed emotiva.

Il ritorno nella loro città natale ha dato una sensazione di famigliarità alla band statunitense che ha potuto lavorare con più calma e serenità mentale (e in questo folle mondo odierno non è per nulla qualcosa di scontato!), mentre la location ha aggiunto alle loro sonorità un tocco di sacralità.
La bellezza delle loro composizioni si puo’ notare sin dalle prime note dell’iniziale “Mystic” che, se da una parte li rende riconoscibili, per le basi folk dai toni cinematografici, dall’altra ci incanta con splendidi arrangiamenti di archi e fiati che impreziosiscono ogni attimo di questo sontuoso brano.
La successiva “Versailles”, una love song scritta dal frontman Jesse Tabish per sua moglie Kim, gode di splendide armonie e di un tocco pastorale, mentre il suo titolo viene dal profondo legame che il gruppo dell’Oklahoma ha con la Francia.
Troviamo un’atmosfera sacra in più di una canzone come, per esempio, nella elegante e ricca “Show Us Some Love”; “Cisa Cisa”, invece, ha una personalità più intensa e rock con una maggiore profondità percussiva, mentre in “Read My Mind” convive un perfetto equilibrio tra il piano e gli archi.
Questo quinto lavoro degli Other Lives è un altro passaggio importante, di grande valore e molto solido: la sua bellezza e la sua eleganza stanno nella qualità degli arrangiamenti e nelle sue atmosfere cinematografiche, a cui si aggiunge, come avevamo già sottolineato, una maggiore sacralità rispetto al passato.
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