Molise

Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, l’Autorità di bacino cerca soluzioni con le regioni | isNews

Tiene banco anche la questione del trasferimento dell’acqua ai territori più in difficoltà


CAMPOBASSO. Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale continua ad individuare soluzioni con le regioni, per monitorare e mitigare gli impatti della siccità sui diversi comparti di utilizzo dell’acqua, in un quadro che da fine luglio, per il protrarsi del fenomeno, si è aggravato – per il comparto idropotabile – nella provincia di Frosinone e in Puglia e Basilicata, territori dove il livello di severità idrica è stato portato da medio tendente ad elevato ad elevato.

Stazionaria e severa la condizione delle province di Reggio Calabria e Crotone. Mentre permane stazionaria e con forti criticità la situazione del comparto irriguo. È quanto emerso durante la seduta dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, presieduto dal segretario generale Vera Corbelli, che introducendo i lavori, ha ricordato come “l’Autorità di Bacino sta portando avanti le attività dell’Osservatorio, anche attraverso i tavoli tecnici istituiti a margine dello stesso per i principali schemi idrici distrettuali”.

“Di particolare rilievo – ha aggiunto – è l’azione svolta per la regolamentazione dei trasferimenti idrici interregionali, ai quali, rispetto a quanto ad oggi attivato, si stanno aggiungendo quello relativi ai trasferimenti Molise–Puglia, Molise–Campania e Lazio-Campania. Proprio grazie alle prime intese istituzionali raggiunte con le Regioni Lazio e Campania e ai successivi lavori del tavolo tecnico, già nel mese di luglio è stato possibile utilizzare, in considerazione della disponibilità della Regione Lazio, per lo schema idrico Acquedotto Campania Occidentale una risorsa aggiuntiva di 600 litri al secondo proveniente dalle sorgenti del Gari”.

Al lavoro sui tavoli per il trasferimento delle risorse da una regione all’altra, l’Autorità in questi mesi sta affiancando quello del censimento delle fonti e del monitoraggio degli acquiferi già utilizzati, con la messa a punto delle reti idro-pluviometriche e per un controllo anche qualitativo delle risorse, in collaborazione con tutte le regioni ricadenti nel distretto. Inoltre, ha in corso il completamento dei lavori relativi delle dighe ai quali sovrintende il segretario generale in qualità di Commissario straordinario di governo art. 1, comma 154, L. 145/2018.

Il livello di severità idrica risulta per il comparto potabile: ‘elevato’ per i territori serviti dallo schema Basento-Camastra-Agri, dallo schema ‘Vulture-Melfese’ e dallo schema ‘Collina Materana’, per le province di Crotone, Reggio Calabria, Avellino e Benevento, per il territorio della Puglia; ‘medio tendente ad elevato’, Lazio, Molise, la provincia di Salerno, la provincia di Chieti; ‘medio’ per la restante parti della Basilicata e della Calabria (ad eccezione delle province di Reggio Calabria e Crotone), le province di Napoli e Caserta, per l’area del Fucino (sub-ambito marsicano), in Abruzzo. Per il comparto irriguo: ‘elevato’ per la Basilicata, la Calabria, il Lazio, la Puglia e l’area del Fucino, in Abruzzo; ‘media’ per il restante territorio distrettuale.

Nel corso della riunione è stato unanime l’apprezzamento del lavoro curato dall’Autorità di Bacino e dall’Osservatorio, per il costante e puntuale lavoro focalizzato non solo sul monitoraggio dello scenario di severità ma anche sull’individuazione, anche attraverso i tavoli tecnici, di soluzioni tecnico-gestionali condivise per la mitigazione degli impatti delle attuali condizioni di scarsità idrica.


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