Ospedali, medici cubani a rischio in Italia e in Calabria. Gli Stati Uniti vogliono rimpatriarli
L’utilizzo di medici cubani in Italia non è gradito dagli Stati Uniti. Quello che era un orientamento già espresso nei mesi passati, adesso sembra ulteriormente prendere forma. Negli ultimi giorni, secondo quanto raccontato anche dalla testata Blooomberg, l’Amministrazione Trump ha intensificato le pressioni sull’Italia affinché interrompa il programma di cooperazione medica con Cuba, definendo le missioni dei medici cubani come una forma di «lavoro forzato» e «traffico di esseri umani». In più occasioni il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha descritto il programma come un sistema in cui i professionisti vengono “affittati” a prezzi elevati, con il regime cubano che trattiene la maggior parte dei ricavi, privando al contempo la propria popolazione di cure essenziali.
E dunque gli Stati Uniti considerano l’Italia un obiettivo chiave in quanto è l’unica nazione dell’Unione europea a ospitare tra le proprie corsie ospedaliere ancora medici cubani. Il chargé d’affaires statunitense a Cuba, Mike Hammer, è stato incaricato di recarsi in Italia per alcuni incontri istituzionali. E a tal proposito, dalla Cittadella regionale, viene confermato che interlocuzioni sono in corso per un confronto che potrebbe avvenire nei prossimi giorni.
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