Liguria

Ospedali e case di comunità, la Corte dei conti: “La Liguria rischia di non rispettare le scadenze”


Genova. Allarme sulle opere sanitarie del Pnrr in Liguria: a lanciarlo è la Corte dei conti nella sua relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali. “Il rischio di non rispettare le scadenze europee è concreto ed imminente“, si legge nel documento. Che mette in luce anche diverse altre criticità, soprattutto in tema di liste d’attesa e fughe dei pazienti verso altre regioni.

“La Regione ha ricevuto oltre 68 milioni di euro per realizzare 32 case di comunità e 11 ospedali di comunità, strutture destinate a rivoluzionare l’assistenza sanitaria territoriale. Tuttavia, l’attuazione presenta problemi strutturali“, sottolinea la Corte dei conti.

“Per le case della comunità, finanziate con 44 milioni di fondi Pnrr, 17 interventi sono ancora in corso mentre solo 12 hanno concluso i lavori. Cinque progetti devono completarsi nel primo trimestre 2026, a ridosso della scadenza europea, e uno addirittura oltre il termine previsto“.

A Genova sono state inaugurate quelle di Struppa, Fiumara, via Archimede, Pegli, Sestri Ponente e Voltri. Nel territorio metropolitano si aggiungono Chiavari, Rapallo e Borgo Fornari. Ma in molti casi i servizi previsti non funzionano a pieno regime. Mancano ancora all’appello Bolzaneto (unica vera struttura “nuova” nell’edificio ex Trucco), Quarto, via Assarotti, Rivarolo e, fuori dal capoluogo, Campo Ligure e Sestri Levante.

Gli ospedali di comunità mostrano ritardi ancora più gravi: nessuna delle undici strutture è completata, con nove cantieri aperti e cinque che dovranno necessariamente concludersi nel primo trimestre 2026″, avverte la Corte dei conti. A Genova si attendono gli ospedali di Quarto (ex manicomio) e Rivarolo (ex Celesia), più le strutture di Busalla e Campo Ligure.

Il nodo del personale: “Mancano oltre 100 infermieri”

Ma non solo, continua la magistratura contabile: “A questo si aggiunge una gestione finanziaria problematica: la Regione ha trasferito alle aziende solo le anticipazioni, mai i saldi, creando squilibri di cassa che compromettono la capacità operativa. La criticità più grave riguarda il personale sanitario: mancano oltre cento infermieri, con il rischio di costruire strutture che rischiano di rimanere vuote per mancanza di operatori qualificati”. La sezione regionale di controllo “raccomanda interventi urgenti su tre fronti: accelerare i cantieri con misure straordinarie di controllo, rivedere la gestione finanziaria garantendo flussi adeguati, e soprattutto affrontare la carenza di personale sanitario“.

Le fughe dei pazienti sono costate mezzo miliardo in dieci anni

Il saldo della mobilità sanitaria interregionale è ancora negativo per la Liguria, dove le fughe verso le altre regioni sono costate in tutto 74,6 milioni, dato in peggioramento rispetto al 2023 (69,5 milioni) e al 2022 (51,5 milioni). Tuttavia non è la maglia nera: la Campania è la peggiore con un “rosso” di 308,4 milioni. Guardando al decennio 2014-2024, il saldo della mobilità sanitaria per la Liguria si attesta a meno 583,3 milioni di euro. Anche in questo caso la Campania è l’ultima della classe con oltre 3 miliardi di passivo. Per ridurre le fughe in modo significativo (almeno il 50%) la giunta Bucci ha varato un piano biennale da 68 milioni di euro, quasi equamente ripartiti tra pubblico e privato.

Sulle liste d’attesa: “In crisi il 13,5% delle prestazioni a 10 giorni, difficoltà sistemica”

Non va meglio se si parla di liste d’attesa, con la Corte dei conti che parla di “crisi di accesso” per le prestazioni a priorità breve (entro 10 giorni). “Circa il 13,5% delle combinazioni prestazione/priorità è in categoria rossa – si legge nella relazione – riflettendo una difficoltà sistemica nell’erogazione di prime visite specialistiche urgenti e diagnostica complessa. Le maggiori criticità si concentrano nell’area metropolitana genovese, la quale registra performance inferiori alla media regionale per le urgenze, indicando un marcato sovraccarico strutturale“. Proprio ieri emergeva la denuncia di un’associazione di Chiavari: per una visita dermatologica bisogna aspettare un anno e quattro mesi.

“Un nodo cruciale – prosegue il documento – è la neuropsichiatria infantile, dove l’aumento del 30% della domanda ha portato i tempi massimi di attesa per le prestazioni non urgenti a toccare i 9 mesi. Per mitigare la carenza di personale e rilanciare l’offerta, è stato varato il progetto Restart, sostenuto da un fondo straordinario di 3 milioni di euro, destinato specificamente al recupero degli oltre 600 minori in attesa da lungo periodo e al rimborso delle prestazioni. Infine, l’anatomia patologica si trova in uno stato di grave criticità a causa della cronica carenza di specialisti, che ha ridotto la capacità diagnostica dell’Asl 1 del 50%. I tempi di refertazione bioptica superano lo standard (fino a 14,77 giorni), ritardando l’avvio dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e con un potenziale impatto prognostico sui pazienti oncologici“.

Pd: “Gestione fallimentare e progressivo indebolimento della sanità pubblica”

“La relazione della Corte dei Conti certifica nero su bianco ciò che denunciamo da tempo: la gestione della sanità ligure da parte della destra al governo della Regione è fallimentare – tuona il gruppo Pd in Regione -. Una bocciatura senza appello che smentisce clamorosamente la propaganda del presidente Bucci, che continua a parlare di risultati positivi e presunti dati sbagliati. La realtà dice tutt’altro. Questa destra, prima con Toti e ora con Bucci, sta lasciando un’eredità pesantissima che produce disservizi, disuguaglianze e un progressivo indebolimento della sanità pubblica. Il risultato sono liste d’attesa infinite, pronto soccorso sotto pressione, carenza cronica di personale, un aumento della mobilità passiva che costringe i liguri a curarsi fuori regione, con una spesa di oltre 74 milioni di euro, e l’insufficienza nella garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Un’eredità pesantissima che impone scelte radicalmente diverse, investimenti veri sulla prevenzione, sul personale e sulla sanità pubblica, non la riforma proposta da Bucci che pensa solo ad accentrare la governance dimenticando i servizi e soprattutto il territorio. La Liguria non ha bisogno di slogan: ma di una sanità che funzioni, equa e accessibile per tutte e tutti”.

 




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