Liguria

Ospedale Erzelli, nel nuovo progetto posti letto tagliati del 40%. Bucci: “A fine anno la gara”


Genova. Partirà a fine anno la procedura di evidenza pubblica per la realizzazione dell’ospedale nel parco scientifico tecnologico di Erzelli con annesso centro di ricerca nazionale in medicina computazionale, ex progetto bandiera del Pnrr. Ad annunciarlo è stato il presidente Marco Bucci a margine della firma del protocollo d’intesa per candidare Genova a “città del dato” per arrivare a ospitare in futuro la gigafactory dell’intelligenza artificiale approfittando del pacchetto da 20 miliardi di finanziamenti europei.

Nel frattempo, però, il progetto è stato rivoluzionato e la parte sanitaria è stata ridimensionata. “Ci sono delle proposte di privati sul tavolo, la giunta precedente ne aveva valutata soprattutto una – spiega Bucci -. Abbiamo rivisto il progetto, ci sono meno letti, circa 300-350, ci sarà più ricerca che ospedalizzazione. L’ospedale sarà un Ircss, ma soprattutto darà la possibilità di avere la medicina personalizzata, che è un po’ quella che ho sperimentato io anche negli ultimi dieci mesi, cioè anticorpi monoclonali che ti servono per colpire determinate cellule e non vanno a colpire le altre”. 

Il progetto precedente della Regione contava 572 posti letto, di cui 430 per acuti e 128 di riabilitazione con impiego di ausili robotici, con almeno 83mila metri quadrati per la parte ospedaliera, circa 16mila metri quadrati per l’area di ricerca e circa 4mila metri quadrati per l’officina di sperimentazione prototipi e sviluppo dei modelli computazionali e tecnologici, per un totale di 103mila metri quadrati. Il taglio di posti letto, con la revisione pronosticata da Bucci, sarebbe nell’ordine del 40%. Basteranno? “Certo che basteranno, sono in più – risponde il governatore -. Mica li tagliamo da un’altra parte. Le esigenze sono mutate”.

Per realizzare l’ospedale c’erano già 405 milioni di euro di fondi pubblici, in parte garantiti dal Pnrr, che lo comprendeva come “progetto bandiera”, ma in maggioranza (280 milioni) concessi da Inail. Questi soldi sono stati dirottati sul nuovo Galliera e ha ripreso quota la strada del partenariato pubblico-privato: a sobbarcarsi l’intero investimento (nell’ordine dei 500 milioni) sarebbe il privato, a fronte di un canone che andrebbe poi corrisposto per un periodo di tempo definito, con una gestione che rimarrebbe comunque in mano pubblica, sotto l’egida del San Martino.

Sul tavolo della Regione c’è già la proposta di WeBuild, che aveva presentato una lettera d’intenti ormai un anno fa. L’obiettivo, secondo le dichiarazioni di allora, era quello di avere il nuovo ospedale pronto nel 2029, dopo tre anni e mezzo di lavori. La Regione Liguria in ogni caso dovrà valutare la proposta, dichiararla di pubblico interesse e aprire una gara per la concessione delle aree, la costruzione e la gestione tecnica dell’ospedale, procedura in cui altri soggetti potranno presentare progetti migliorativi.

Giampedrone aveva spiegato di recente in Consiglio regionale che è in corso “una fase di approfondimento sulle esigenze funzionali del futuro presidio sanitario. In esito a tali valutazioni strategiche, verranno definite nel dettaglio le modalità e le tempistiche di acquisizione dell’area”, che al momento è ancora di Genova High Tech. A seguire l’iter è Angelo Gratarola, ex assessore alla Sanità, nominato commissario dalla giunta Bucci.




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