Umbria

Ospedale di Perugia, la Neurochirurgia torna ad avere spazi propri e più posti letto

All’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia la Neurochirurgia torna ad avere spazi propri. Dopo l’accorpamento con l’Ortopedia deciso negli anni della pandemia, l’aumento degli interventi, la crescita dei casi complessi e la necessità di percorsi più sicuri hanno reso necessario un nuovo assetto. Oggi la struttura dispone di un’area dedicata e di più posti letto, con l’obiettivo di ridurre i tempi e migliorare l’assistenza.

I numeri La riorganizzazione riguarda l’Azienda ospedaliera di Perugia e in particolare la Struttura complessa di Neurochirurgia diretta dal dottor Carlo Conti. I numeri, illustrati lunedì pomeriggio durante la cerimonia di inaugurazione dei nuovi spazi, spiegano il perché del cambiamento. Gli interventi in sala operatoria sono passati da 659 nel 2023 a 765 nel 2024, fino a 915 nel 2025. In due anni l’aumento è stato costante, prima del 16 per cento e poi del 20 per cento. Allo stesso tempo sono cresciuti i pazienti con patologie di alta specialità, da 340 dimessi nel 2023 a 554 nel 2025. Si tratta soprattutto di casi oncologici, vascolari e spinali complessi.

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Il nuovo assetto Nonostante questa crescita, la degenza media si è ridotta in modo significativo: da 11,67 giorni nel 2023 a 7,04 nel 2025. Un dato che, è stato spiegato, indica un’organizzazione più efficiente, ma che ha anche messo in evidenza la necessità di aumentare i posti letto per sostenere il numero di interventi e ridurre le liste d’attesa. Il nuovo assetto prevede due aree distinte. La Neurochirurgia è stata trasferita dal blocco D, terzo piano, al blocco B, secondo piano, in uno spazio dedicato con 20 posti letto, sei in più rispetto ai 14 precedenti. L’Ortopedia è stata collocata al blocco D, terzo piano. La separazione consente di distinguere in modo chiaro i percorsi dei pazienti, garantire standard igienici più elevati e avvicinare le degenze alle rispettive sale operatorie. Meno spostamenti, meno passaggi intermedi, tempi più rapidi.

Cosa cambia Alla base della scelta c’è anche la centralizzazione dei pazienti traumatizzati provenienti dal territorio della Usl Umbria 1 e l’aumento dell’attività protesica dell’Ortopedia. Negli anni dell’emergenza sanitaria le due strutture erano state riunite in un’unica ala da 26 posti letto. A distanza di tre anni, con flussi e bisogni diversi, si è deciso di rivedere quell’impostazione. Il potenziamento non riguarda solo gli spazi. La Neurochirurgia si è dotata di un nuovo neuronavigatore, che permette di localizzare le lesioni con precisione millimetrica e rendere gli interventi meno invasivi. È inoltre in arrivo un microscopio operatorio ad altissima risoluzione, con sistemi integrati utili soprattutto nella chirurgia dei tumori cerebrali maligni. L’attività complessiva della struttura interaziendale Perugia-Terni ha superato nel 2025 i 1.700 interventi e le 6.000 prestazioni ambulatoriali, collocando il servizio tra i più attivi a livello nazionale.

NeuroCARE La riorganizzazione si inserisce in un percorso più ampio di revisione dell’ospedale, con l’obiettivo di rendere più lineare il percorso del paziente chirurgico, dall’ingresso al post operatorio. In questa direzione va anche il progetto NeuroCARE, che partirà a marzo e che punta a seguire il paziente dalla fase pre-ricovero fino alla riabilitazione, integrando chirurgia, alimentazione e recupero funzionale.

La cerimonia All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, la presidente della Regione Stefania Proietti, il direttore generale Antonio D’Urso e il rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli. «Questa riorganizzazione – ha detto Proietti – aumenta la capacità di degenza della Neurochirurgia fino a 20 posti letto e separa in modo chiaro i percorsi rispetto all’assetto definito durante la pandemia, quando Neurochirurgia e Ortopedia erano state accorpate in un’unica ala. Oggi adeguiamo spazi e organizzazione a flussi che sono cambiati e a bisogni clinici che sono cresciuti. I numeri spiegano questa scelta».

I commenti «Volevamo far tornare a una situazione di massima potenzialità le due strutture, oggi inauguriamo la Neurochirurgia che aumenta la complessità dei casi che potrà trattare», ha sottolineato invece il direttore generale Antonio D’Urso, mentre secondo Conti «i numeri che stiamo facendo allineano l’ospedale di Perugia ai principali ospedali italiani, un risultato raggiunto da tutti quanti e di cui Perugia e l’Umbria devono andare orgogliosi». Marianelli ha invece sottolineato come «ricerca, didattica e assistenza sono tre dimensioni che vanno insieme, e se continuiamo a dialogare insieme con l’azienda ospedaliera e la Regione faremo delle aziende ospedaliere del territorio dei centri di eccellenza».

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