Ospedale di Perugia, chiesto annullamento della gara da 1,6 milioni per i distributori automatici

di Daniele Bovi
La storia della gara per i distributori automatici dell’ospedale Santa Maria della misericordia, iniziata ormai a fine 2023, non è finita. Nei giorni scorsi Ivs Italia, che da tempo ha inglobato la perugina Liomatic, ha impugnato di fronte al Tar dell’Umbria la gara, chiedendo l’annullamento della delibera attraverso la quale, meno di due mesi fa, l’Azienda ospedaliera ha affidato il servizio.
La vicenda Il ricorso presentato dalla società punta a bloccare l’efficacia della delibera di aggiudicazione dello scorso 25 febbraio, chiedendo non solo la sospensione dell’affidamento, ma anche la ripetizione dell’intera procedura concorsuale. L’Azienda ospedaliera sarà difesa dall’avvocato Daniele Spinelli, legale che già in passato ha seguito il contenzioso tra il Santa Maria della Misericordia e la Ivs. La disputa riguarda in particolare il lotto 2 della gara, ovvero quello relativo all’installazione e alla gestione delle macchinette per caffè, bevande e snack in tutti i padiglioni dell’ospedale. Si tratta di un appalto dal valore economico rilevante, pari a 1,6 milioni di euro per una durata di cinque anni, con possibilità di rinnovo per altri due.
Il contenzioso Il nuovo braccio di ferro legale è solo l’ultimo capitolo di una vicenda amministrativa particolarmente tortuosa. La gara era stata bandita nel novembre 2023, ma il percorso era stato subito rallentato da una serie di esclusioni e ricorsi. Nel dicembre 2024, l’ospedale aveva escluso Ivs Italia a favore di un’altra ditta concorrente, la Coiba Srl. Le motivazioni dell’epoca riguardavano la presunta non conformità di alcuni prodotti offerti, come bevande energizzanti e snack giudicati non idonei per un ambiente sanitario.
I ricorsi Nel luglio di un anno fa, però, il Tar dell’Umbria aveva dato ragione a Ivs Italia. I giudici amministrativi avevano stabilito che l’ospedale aveva utilizzato criteri di valutazione – come il contenuto calorico o la qualità nutrizionale – che non erano stati indicati nel bando di gara originale. Poiché la procedura prevedeva l’assegnazione basata esclusivamente sull’offerta economica più vantaggiosa e non su valutazioni tecniche discrezionali, l’amministrazione non avrebbe potuto introdurre nuovi parametri in corso d’opera.
L’aggiudicazione In ottemperanza a quelle sentenze, l’azienda ospedaliera aveva dovuto riammettere Ivs Italia e il Gruppo Argenta, ripartendo dalla fase di valutazione delle offerte tecniche. Percorso che si è concluso meno di due mesi fa con l’aggiudicazione definitiva, che oggi viene nuovamente contestata. Al momento non sono note le contestazioni sulle quali si basa il nuovo ricorso fatto da Ivs.
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