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oscurati tutti i suoi profili social

I profili social di Fabrizio Corona e i contenuti del format online “Falsissimo” sono stati rimossi dalle piattaforme di Meta a seguito di una serie di segnalazioni e diffide avanzate dall’ufficio legale di Mediaset. La decisione, maturata nei giorni scorsi, rappresenta una misura di autotutela da parte del colosso tecnologico per prevenire ulteriori azioni legali connesse a presunte violazioni delle policy interne, in particolare in materia di diritto d’autore, diffamazione, tutela della dignità personale, privacy e contrasto ai messaggi d’odio.

La notizia dell’oscuramento è stata confermata dall’avvocato Ivano Chiesa, legale di Fabrizio Corona, che ha riferito di aver appreso direttamente dal proprio assistito della sospensione degli account Instagram e del format “Falsissimo”. Secondo quanto dichiarato dal difensore, Corona avrebbe ricevuto notifiche ufficiali da Meta relative alla violazione del copyright. Chiesa ha parlato apertamente di una forma di censura, aggiungendo che numerose persone lo avrebbero fermato per strada invitandolo a proseguire nella sua azione, lasciando al pubblico il giudizio sulla democraticità della vicenda.

Alla base della rimozione dei profili vi sarebbe un’iniziativa formale dell’ufficio legale di Mediaset, che nei giorni precedenti aveva inviato a Meta diverse diffide per presunte violazioni reiterate. Le contestazioni riguarderebbero sia l’uso non autorizzato di materiale audiovisivo coperto da copyright, sia la diffusione di contenuti ritenuti diffamatori e di messaggi d’odio nei confronti di persone e soggetti riconducibili all’azienda televisiva.

Nel corso delle puntate del format “Falsissimo”, in particolare nella serie intitolata “Il prezzo del successo”, Fabrizio Corona aveva dedicato ampio spazio a quello che ha definito un presunto “sistema Signorini” e un “sistema Mediaset”. In tali episodi erano stati più volte ripubblicati spezzoni e immagini tratti da programmi televisivi come “Verissimo”, le trasmissioni di Maria De Filippi, il “Grande Fratello” e altri format di punta delle reti Mediaset. Lunedì sera, nell’ultima puntata trasmessa online alle 21, Corona aveva diffuso integralmente la parte terza del suo speciale, sostenendo però di aver rimosso le immagini appartenenti ai broadcaster televisivi.

Parallelamente alla vicenda sui social, la Procura di Milano ha avviato nei giorni scorsi un’inchiesta, sulla base delle denunce presentate, ipotizzando il reato di concorso in diffamazione con Corona e quello di ricettazione di immagini e chat trasmesse. L’indagine coinvolgerebbe anche manager di Google, chiamati a rispondere del presunto ruolo avuto nella diffusione dei contenuti contestati.

La sequenza degli eventi ha avuto una nuova accelerazione nelle ultime ore. Dopo le prime diffide e denunce, Meta ha scelto di intervenire direttamente rimuovendo i contenuti e i profili riconducibili a Corona. Nonostante ciò, l’ex agente fotografico aveva nuovamente pubblicato sul canale YouTube di “Falsissimo” la puntata in cui attaccava noti conduttori Mediaset e la famiglia Berlusconi, tornando a parlare anche di Alfonso Signorini. Già nei giorni precedenti, Mediaset era riuscita a ottenere la rimozione di quell’episodio attraverso una diffida per violazione del copyright.

Corona aveva poi annunciato, tramite una serie di video e post su Instagram, la ripubblicazione della puntata, precisando all’inizio del contenuto: “Rimettiamo qui la puntata intera senza le immagini contestate”. Aveva inoltre dichiarato di aver aggiunto una nuova parte dedicata sempre ad Alfonso Signorini, elemento che avrebbe ulteriormente irrigidito il quadro dei rapporti tra le parti.

Un passaggio chiave della vicenda risale al 26 gennaio, quando il giudice civile di Milano ha emesso un provvedimento di inibitoria ordinando a Corona di rimuovere i contenuti ritenuti diffamatori nei confronti di Signorini, di astenersi dal pubblicarne di nuovi e di consegnare tutto il materiale in suo possesso. I legali del conduttore Mediaset, che avevano già depositato una serie di denunce, avevano segnalato presunte violazioni dell’ordinanza civile. La difesa di Corona ha annunciato la presentazione di un reclamo contro il provvedimento, che sarà valutato da un collegio di giudici civili chiamato a decidere sul ricorso.

Nel frattempo, in Procura risultano aperti diversi filoni di indagine. Oltre alle ipotesi di revenge porn e diffamazione aggravata a carico di Fabrizio Corona, è in corso una tranche separata che riguarda accuse di violenza sessuale ed estorsione, nella quale risulta indagato Alfonso Signorini a seguito della denuncia presentata da un ex concorrente del Grande Fratello Vip. A queste si aggiungono le contestazioni di concorso in diffamazione e ricettazione che coinvolgono alcuni manager di Google.

La vicenda, ancora in evoluzione, intreccia aspetti mediatici, giudiziari e legati alla gestione dei contenuti sulle piattaforme digitali, sollevando interrogativi sul bilanciamento tra libertà di espressione, tutela dei diritti d’autore e responsabilità degli intermediari tecnologici.


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