Ortona ricorda Anna Basti, voce della cultura abruzzese

Il 18 gennaio 2019 si spegneva una delle figure più autorevoli della cultura ortonese: Anna Basti. A ricordarla, nel quinto anniversario della scomparsa, è il critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, che ne sottolinea il profondo legame con Ortona, dove era nata il 30 dicembre 1926.
Insegnante elementare, Anna Basti aveva conseguito una specializzazione nell’insegnamento per disabili psicofisici all’università San Gallo di Firenze, città dove visse negli anni ’50 per motivi familiari. Tornata in Abruzzo nel decennio successivo, proseguì l’attività di insegnamento in diversi centri della provincia di Chieti: Dogliola, Scerni, Paglieta, Torino di Sangro. Negli anni successivi, entrò nella scuola elementare di San Giuseppe a Ortona, dove lavorò fino alla pensione sotto la direzione del maestro Elio Ceravolo.
La sua produzione letteraria è vastissima, sia in italiano sia in dialetto ortonese. Tra i titoli più significativi si ricordano Na serenéta lònghe, Spighe, Lu dialette mé (contenente favole di Esopo, Fedro e La Fontaine trasposte nel dialetto locale), Proverbi e detti in dialetto ortonese, il dizionario Ortona in dialetto: la città nelle sue parole e nei suoi proverbi, e le Lettere in dialetto, con le missive d’amore di Gabriele d’Annunzio a Barbara Leoni tradotte in ortonese.
Autrice di aforismi, novelle, studi e poesie, Anna Basti partecipò a numerosi concorsi letterari, ricevendo premi e menzioni. Dal 2013 l’associazione culturale sportiva giovanile Olimpia di Ortona le dedica un recital annuale di poesia dialettale.
«Un personaggio unico – conclude Pasqualone – che meriterebbe l’intitolazione di una via o di una piazza nella sua città natale».
Source link




