Orrore nell’azienda: bufale morte date in pasto agli animali. Area trasformata in “cimitero”

Un’operazione di vasta portata ha portato al sequestro di un’azienda bufalina in località “Demaniale”, nel territorio di San Tammaro. L’intervento rientra nell’attività di controllo ambientale condotta dalla Polizia Provinciale di Caserta su scala provinciale.
Gli agenti, coordinati dal colonnello Biagio Chiariello, si sono trovati davanti a uno scenario definito particolarmente grave: secondo quanto accertato, l’allevatore avrebbe smaltito illegalmente carcasse di bufali, che – dopo essere stati decapitati – venivano abbandonati sul terreno e lasciati in pasto a cani e fauna selvatica.
Mille metri quadrati trasformati in “cimitero” di animali
A poca distanza dall’allevamento è stata individuata un’area di circa mille metri quadrati utilizzata come deposito incontrollato di resti animali. Sul posto sono stati rinvenuti crani, mandibole, femori e altre ossa in avanzato stato di decomposizione.
Un quadro che configura ipotesi di reato in materia ambientale e di tutela degli animali, aggravato dalla collocazione del sito in una zona sottoposta a vincolo idrogeologico e a breve distanza dalla discarica “Maruzzella”.
Liquami sversati e rischio contaminazione
Tra le violazioni contestate figura anche lo smaltimento illecito di effluenti zootecnici: letame, deiezioni, acque di lavaggio, lettiere e residui alimentari sarebbero stati sversati direttamente sul terreno, con potenziale contaminazione del suolo.
La posizione dell’area ha fatto scattare ulteriori segnalazioni agli uffici competenti per accertare eventuali abusi edilizi, che potrebbero comportare provvedimenti di demolizione.
Lavoratori irregolari e ipotesi caporalato
Durante l’operazione sono stati identificati tre operai di nazionalità indiana risultati non regolarmente assunti. Sono in corso ulteriori verifiche, mentre risultano già contestate violazioni in materia di caporalato.
Il responsabile dell’azienda, residente a San Cipriano d’Aversa e già noto alle forze dell’ordine, avrebbe tentato di opporsi alle operazioni di sequestro, senza riuscirvi.
Sequestro e denuncia alla Procura
Considerata l’estensione complessiva del sito – circa 30mila metri quadrati – le operazioni si sono svolte con il supporto dei militari dell’Esercito Italiano e del personale sanitario dell’Asl competente.
Al termine degli accertamenti, l’intera area è stata posta sotto sequestro e il titolare denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per reati ambientali, violazioni in materia di tutela degli animali e resistenza a pubblico ufficiale.
Le indagini proseguono per chiarire l’eventuale estensione delle responsabilità e verificare l’impatto ambientale dell’attività illecita.
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