Umbria

Origine dei prodotti agroalimentari, via libera alla revisione della disciplina. “Riconoscere il valore delle produzioni umbre”


L’assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione presentata da Cristian Betti (Pd) sulla “Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”.

L’atto impegna la giunta a mettere in pratica qualsiasi azione necessaria al fine di avviare la procedura di modifica della disciplina sull’origine del codice doganale. In particolare, l’atto approvato fa riferimento alla revisione dell’articolo 60 del regolamento (UE) 2013/952 finalizzata all’esclusione dei prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione della stessa. 

Gli impegni, inoltre, prevedono la messa in atto di azioni che vadano a tutelare i consumatori finali attraverso introducendo “criteri di trasparenza al fine di consentire al consumatore finale di conoscere l’esatta zona di produzione del prodotto agroalimentare e il luogo di trasformazione finale, nel caso in cui le due zone non coincidano, per garantire la corretta informazione ai consumatori”. 

Come specificato dalla Coldiretti dell’Umbria, infatti, “Il criterio dell’origine non preferenziale sancito dal regolamento (UE) 2013/952 consente di stabilire la nazionalità economica delle merci scambiate nel commercio ed è utilizzato per garantire l’applicazione uniforme della tariffa doganale comune nonché di tutti gli altri provvedimenti adottati, per l’importazione o l’esportazione delle merci dall’Unione o dagli Stati membri”.

L’atto vuole, quindi, favorire la trasparenza dei prodotti mettendo in chiaro origine e lavorazione per salvaguardare e sostenere la produzione agroalimentare della regione. 

Quello che viene evidenziato rispetto alla determinazione dell’origine doganale è che “Non sono state ancora elaborate regole specifiche e univoche per la determinazione dell’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, salva la distinzione rispetto al luogo di provenienza, inteso come quello da cui proviene l’alimento”. Questo, genererebbe quindi “disorientamento nel consumatore rispetto alla individuazione del luogo di origine”. Infatti, nell’atto viene specificato anche che la possibilità attualmente riconosciuta di individuare l’origine del prodotto agroalimentare in base all’ultimo luogo di trasformazione finale “può indurre in maniera ingannevole il consumatore finale a ritenere di origine italiana il prodotto agroalimentare che invece di fatto proviene da altri Paesi, con standard qualitativi e di prezzo nettamente inferiori a quelli italiani, e che è stato semplicemente trasformato in Italia”. 

Meloni: “Riconoscere il valore delle produzioni agroalimentari umbre”

“La mozione che oggi votiamo e la delibera approvata dalla Giunta riconoscono il valore delle produzioni agricole umbre dalla materia prima alla trasformazione del prodotto, nell’intento di valorizzare
le filiere territoriali in ogni modo, anche coinvolgendo il mondo della scuola e della cooperazione per quanto attiene il cibo che arriva nelle mense scolastiche e la sua preparazione, così come quello che arriva nelle mense ospedaliere” è quanto dichiarato dall’assessora regionale.


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