Ordinanza inapplicabile, servono modifiche urgenti

Una lettera per chiedere modifiche urgenti all’ordinanza 1158/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’8 settembre, e segnalare le criticità procedurali che rischiano di escludere numerosi cittadini teatini dai contributi per la ricostruzione. È quanto ha fatto il Comitato Casa Comune di Chieti, che ha inoltrato il documento al Dipartimento nazionale e all’Agenzia regionale della Protezione civile.
Secondo quanto segnalato dal comitato, l’ordinanza fissa scadenze irrealistiche per la presentazione delle domande di contributo: appena 60 giorni per produrre documenti complessi come le perizie tecniche e gli atti di compravendita, nonostante i monitoraggi sugli edifici danneggiati si concluderanno solo a dicembre 2025. «Un cortocircuito procedurale» lo definisce la nota, che rende impossibile per molti cittadini rispettare i termini previsti.
Tra i punti critici anche l’impossibilità di fare scelte consapevoli sull’acquisto di nuove abitazioni senza conoscere in anticipo l’importo esatto del contributo spettante, e il contributo fisso di 10mila euro per le demolizioni condominiali, giudicato insufficiente e in contrasto con quanto già avvenuto nella zona di Santa Maria, dove i costi sono stati interamente coperti da fondi pubblici.
Il Comitato denuncia anche la mancata inclusione delle pertinenze nel calcolo dei danni, l’esclusione delle abitazioni abbandonate per motivi di sicurezza ma non oggetto di ordinanze di sgombero formali, e le incertezze urbanistiche legate alla possibilità di ricostruzione in loco o alla necessità di delocalizzazione.
Le richieste sono chiare: proroga dei termini, sospensione delle scadenze fino alla comunicazione ufficiale dei contributi, adeguamento del contributo per le demolizioni, inclusione delle pertinenze nei rimborsi, parità di trattamento per tutti i cittadini e aggiornamento degli strumenti urbanistici comunali.
«La situazione attuale impedisce di adempiere materialmente alle prescrizioni – conclude il comitato – e rischia di creare gravi disparità tra cittadini nella medesima condizione di bisogno e danno. Confidiamo in un intervento tempestivo della Protezione civile».
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