Friuli Venezia Giulia

Orban e Fico: Situazione dell’Oleodotto Druzhba

01.03.2026 – 15.30 – Viktor Orban e Robert Fico vogliono inviare ispettori in Ucraina a controllare l’oleodotto Druzhba, accusando Volodymyr Zelensky di bloccare intenzionalmente il flusso energetico verso Budapest e Bratislava. In un post social del 27 febbraio 2026 il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha riferito di aver avuto una conversazione telefonica con il presidente ucraino Zelensky. «Gli ho chiesto informazioni su quando e se mai riprenderà il transito di petrolio verso la Slovacchia attraverso l’Ucraina», scrive Fico: «Abbiamo un legittimo diritto a tali importazioni in base agli accordi firmati con i fornitori e alla decisione dell’Ue di consentire l’utilizzo di risorse energetiche provenienti dalla Russia fino alla fine del 2027. Ho informato il presidente Zelensky che la sua decisione di interrompere il transito del petrolio ci sta causando difficoltà logistiche e danni economici. Le nostre informazioni di intelligence confermano che l’oleodotto non è danneggiato e che nulla impedisce il transito del petrolio. Il presidente ucraino ha insistito sul fatto che la riparazione dell’oleodotto richiede molto tempo. Ho quindi informato il presidente ucraino che il primo ministro ungherese Viktor Orban ed io proponiamo di istituire un gruppo di ispezione composto da esperti nominati dalla Commissione europea e dagli Stati membri per determinare sul posto l’effettivo stato dei danni all’oleodotto».

Così ancora Fico: «La parte ucraina finora non ha consentito al nostro ambasciatore a Kiev di effettuare tale ispezione e e nemmeno all’ambasciatore dell’Unione europea in Ucraina. Il presidente ucraino ci ha proposto un incontro congiunto su tutti gli aspetti della cooperazione ucraino-slovacca. Ho accettato l’invito, preferibilmente sul territorio di uno degli Stati Ue che il presidente ucraino visita frequentemente. Dalla conversazione con il presidente Zelensky ho tratto la chiara impressione che la parte ucraina non abbia interesse a riprendere il transito del petrolio attraverso il territorio ucraino». Nella stessa giornata si è attestato su toni analoghi il primo ministro ungherese Orban: «Ho concordato con il primo ministro Fico di istituire una commissione investigativa ungaro-slovacca per chiarire le condizioni dell’oleodotto Druzhba. Invito il presidente Zelensky a consentire l’accesso degli ispettori e riavviare immediatamente l’oleodotto. Sappiamo che l’oleodotto è operativo. Sappiamo che le forniture di petrolio verso l’Ungheria non riprendono a causa di una decisione politica del presidente Zelensky. Sappiamo inoltre che il presidente Zelensky a Bruxelles sostiene che l’oleodotto non può essere riavviato».

Dal canto suo Zelensky si è limitato a far sapere di aver invitato Fico in Ucraina per discutere «tutte le questioni esistenti». Il ministero degli Esteri ucraino inoltre non ha risposto a una richiesta di commento della Reuters sull’ipotesi di ammettere ispettori stranieri in Ucraina. Le forniture all’Ungheria e alla Slovacchia (gli unici paesi Ue che ancora importano petrolio russo) attraverso l’oleodotto Druzhba si sono interrotte il 27 gennaio 2026. Kiev attribuisce la causa dell’interruzione a un attacco russo e sostiene che i lavori di riparazione stanno richiedendo tempo. Tanto che, secondo la Reuters, Ungheria e Slovacchia sono addirittura «furiose». Solo pochi giorni prima Orban aveva annunciato l’invio dei propri soldati a difendere le infrastrutture energetiche ungheresi da presunte minacce ucraine. Ne avevamo scritto qui.

[l.g.]




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