Oratorio della Madonna della Provvidenza: terminato il restauro
Capalbio (Grosseto). Terminate le operazioni di salvaguardia della cappella affrescata dell’Oratorio della Madonna della Provvidenza.
Il progetto – denominato “Puntiamo i riflettori” e iniziato molti anni fa – promosso dal Gruppo Fai Maremma che mira a preservare e valorizzare uno dei più interessanti cicli pittorici rinascimentali conservati nel capoluogo di Capalbio.
“Ringraziamo Fai Maremma – ha commentato il sindaco Gianfranco Chelini – per un’operazione che valorizza e protegge il patrimonio artistico e culturale del nostro territorio. Un intervento che restituisce alla comunità capalbiese e ai visitatori uno dei luoghi più affascinanti ed emblematici della nostra storia”.
Le operazioni sono state realizzate sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. Il piccolo Oratorio è di proprietà della parrocchia di Capalbio e la tutela ecclesiastica del bene fa capo invece alla Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.
“I restauri del Fai non sono semplici interventi; sono un appassionato impegno per trasformare l’arte e la natura in un autentico bene comune, garantendo che la bellezza e la cultura possano essere gustate e apprezzate da chi verrà dopo di noi”, ha dichiarato Alessia De Martino, capogruppo di Fai Maremma.
L’Oratorio
L’Oratorio della Madonna della Provvidenza conserva al suo interno una piccola cappella affrescata di grande interesse storico-artistico, realizzata tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento e attribuita alla scuola di Pinturicchio, ossia a un pittore che ha gravitato attorno alla sua bottega. Il ciclo pittorico, di cultura umbro-senese, testimonia la diffusione anche in Maremma dei modelli figurativi del Rinascimento italiano.
La piccola chiesa, dentro cui si trova la cappella, costruita verso la fine del XIV secolo dai padri Agostiniani, venne inglobata agli inizi del XVII secolo nel convento dedicato a san Bernardino. Alla fine del Settecento l’edificio fu ricostruito e dedicato alla Madonna della Provvidenza, assumendo l’aspetto attuale e lasciando decorata a una quota più bassa rispetto alla navata.
Il programma iconografico è articolato su tre pareti. Al centro è raffigurata la Madonna con il Bambino in trono, affiancata dai santi Gerolamo e Sigismondo e da due angeli. Sulle pareti laterali, entro una finta architettura decorata a grottesche, compaiono a sinistra i santi Cosma e Damiano, dipinti davanti a un paesaggio nel quale si riconosce il borgo fortificato di Capalbio, mentre a destra è rappresentata la Santissima Trinità inserita in un contesto collinare idealizzato. La volta della cappella è decorata con grottesche su fondo giallo-arancio e al centro presenta la figura di Dio Padre in mandorla circondato da serafini, mentre apre il libro con la scritta “Ego sum Alpha et Omega”. L’insieme delle immagini rivela una complessa costruzione simbolica probabilmente legata alla cultura teologica agostiniana.
“Negli ultimi anni – ha dichiarato Laura Cibrario, direttrice dei lavori – gli affreschi hanno mostrato fenomeni di degrado dovuti soprattutto all’umidità presente nelle murature, con efflorescenze saline, alterazioni cromatiche e distacchi localizzati dell’intonaco. Per affrontare queste criticità, dopo essere intervenuti dapprima all’esterno della piccola cappella, nel mese di luglio 2025 è stato installato un dispositivo Domodry, per ridurre ulteriormente i fenomeni di risalita capillare e soltanto a questo punto è stato avviato un intervento di restauro conservativo: tale intervento realizzato dalla restauratrice Martina Comis ed è stato finalizzato alla salvaguardia e alla corretta conservazione del ciclo pittorico”.

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