Marche

«Ora ti faccio fuori». Un 36enne bloccato dalla polizia


ANCONA Dal rapporto in crisi alle botte. Sfociate proprio la sera di San Valentino, quando la donna sarebbe stata raggiunta in un ristorante, picchiata, minacciata e sbattuta contro il finestrino di un furgone. Il quadro di maltrattamenti ricostruito dalla procura, basato sulle indagini portate avanti dalla Squadra Mobile, ha portato il gip a fermare un 36enne con il braccialetto elettrico. Il marito della donna, allontanato da casa, è stato collocato ai domiciliari. misura che sconterà dai genitori.

Trovata al ristorante, il litigio fuori dal locale

La goccia che ha fatto traboccare il vaso di un rapporto coniugale ormai sfilacciato è stata versata il 14 febbraio. Stando a quanto raccolto dagli investigatori coordinati dal vice questore Carlo Pinto, il 36enne avrebbe raggiunto la donna in un ristorante, intimandole di uscire all’esterno. Una volta fuori sarebbe scoppiato un litigio devastante per motivi di gelosia. Secondo la ricostruzione accusatoria, nel piazzale l’uomo l’avrebbe colpita con una serie di schiaffi, sbattendole la testa contro il finestrino di un veicolo parcheggiato. Successivamente, lei sarebbe riuscita per un momento a scappare. Tutto inutile. Il marito l’avrebbe raggiunta e trascinata per i capelli, facendola entrare nel furgone. Qui, sui sedili, lui l’avrebbe afferrata per il collo, cercando di strangolarla. Ma non solo, ci sarebbero state pure le minacce: «Ti faccio fuori», «Ti uccido» il tenore delle parole riportate dalla vittima agli investigatori della polizia anconetana. Quando lei era riuscita a mettersi in salvo, il marito avrebbe continuato a tartassarla con i messaggi minatori: «Sei una donna morta», «Rispondimi o faccio fuori i nostri figli».

Le lesioni

Il 36enne è anche accusato di lesioni: la moglie, infatti, è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso, venendo dimessa con una prognosi di dieci giorni per le contusioni derivate dalle percosse e dal trauma cranico. Superato lo choc, è andata negli uffici della Mobile – che ha una sezione specializzata per il Codice Rosso – e ha denunciato il marito. Nel giro di qualche giorno, la richiesta del provvedimento restrittivo e il via libera dato dal giudice per le indagini preliminari.




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