ora serve la calma dei forti

È CAMBIATO LO SCENARIO – Arriva la tempesta perfetta a scaricare tuoni e fulmini sul campionato dell’Arezzo. Dal pareggio con il sapore di vittoria con il Ravenna alla sconfitta interna di ieri sera contro la Ternana, dal bagno di folla di domenica al Comunale con più di settemila spettatori al divieto di trasferta per le prossime tre gare esterne: il passo è stato brevissimo e tutt’altro che indolore. La promozione in B non era cosa fatta prima e non è sfuggita di mano adesso: Bucchi ha ancora il pallino in mano e non è un dettaglio da poco.
AVVERSARIO TOSTO – La fotografia della partita con la Ternana sta tutta nei voti. Insufficienze trasversali e generalizzate per la classica serata storta che può capitare a tutti, anche a una squadra che veniva da undici risultati utili di fila, che in casa non perdeva da metà settembre, che aveva sempre superato ogni ostacolo come l’Arezzo. La Ternana ha capitalizzato al massimo le occasioni, confermando una qualità individuale e collettiva da altissima classifica. All’andata fu Dubickas, ieri Ferrante: sono i due gol più belli subiti dagli amaranto in stagione per costruzione e pulizia tecnica. E se è vero che in campo non vanno gli stipendi, resta il dato che quello rossoverde è l’unico monte ingaggi del girone superiore a quello dell’Arezzo: un dettaglio che aiuta a inquadrare la situazione.
AREZZO SCARICO – L’Arezzo ha pagato il conto, salato, della battaglia con il Ravenna: energie fisiche e nervose prosciugate, soprattutto nella ripresa, quando è mancata la lucidità necessaria per rimettere in sesto la partita. Bucchi ha ruotato uomini e soluzioni, nella logica di un turnover comprensibile, ma le mosse non hanno prodotto l’effetto sperato: male quasi tutti, da Gilli e Gigli al centro della difesa fino al regista Guccione e a Cortesi, spaesato nello svolgere i compiti della mezz’ala e del sotto punta. Sotto la sufficienza anche Varela, titolare dopo due mesi e mezzo, e Pattarello, che non riesce a ritrovare né il gol su azione né una prestazione convincente a tutto tondo, prigioniero di un loop che non si spezza.
VOLATA FINALE – Significativo, invece, l’abbraccio della curva a fine gara: squadra mesta e a testa bassa, tifosi a sostenere nonostante la batosta. L’Ascoli è a -4, le palpitazioni aumentano, un filo d’ansia comincia a circolare. Ma non è compromesso nulla. Mancano otto giornate alla fine per l’Arezzo, sette per le concorrenti. Il margine si è assottigliato ma non è svanito. Adesso che il vento soffia un po’ di traverso, serve la calma dei forti. Perché in questo finale di campionato ogni dettaglio farà la differenza.
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