Operazione Desert Storm, 13 arresti per gli affari di droga del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò Marina
Tredici arresti nell’ambito dell’operazione Desert Storm che ha scoperto e sgominato gli affari di droga del locale di Cirò Marina
CIRÒ MARINA – Grazie alle rivelazioni del pentito Gaetano Aloe, i carabinieri hanno smantellato una presunta organizzazione criminale dedita a traffici di droga che agiva sotto l’egida del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò. Tredici le persone arrestate, di cui 10 in carcere e 3 ai domiciliari. Ma gli indagati, tutti di Cirò Marina, sono complessivamente 20. Operazione Desert Storm, l’hanno chiamata. In 230 capi d’imputazione, la Dda di Catanzaro ha ricostruito gli affari di un’associazione a delinquere dedita a numerosi episodi di smercio di stupefacenti e reati di armi. Reati aggravati dal metodo mafioso. La gip distrettuale Fabiana Giacchetti ha sostanzialmente accolto le risultanze investigative dei militari della Compagnia di Cirò Marina, che hanno rilevato numerosi riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia.
I NOMI
In carcere: Antonio Aloisio, di 42 anni. Salvatore Arabia (33), Cataldo Cozza (45), Luca Frustillo (51), Alessandro Giglio (38), Carmine Graziano (27), Mario Morrone (50), Antonio Murano (49), Basilio Paletta (51), Gaetano Potenza (34).
Ai domiciliari: Domenico Pio Aloisio (24), Anton Dell’Aquila (23), Sante Morrone (44).
Indagati anche: Giuseppe Anania (46), Nicodemo Benevento (33), Giuseppe Ferraro (38), Domenico Graziano (28), Lorenzo Potestio (51), Francesco Scigliano (52), Gianni Spada (52).
PIAZZA DI SPACCIO
Di particolare rilievo le indicazioni fornite dal pentito Aloe, figlio di Nicodemo detto Nick, già capo del “locale” di Cirò, ucciso in un agguato nel gennaio 1987. Aloe indica il presunto affiliato Cataldo Cozza come vertice della piazza di spaccio di Cirò Marina per conto della consorteria. Un giro di soldi che fruttava 2500 euro al giorno solo nel periodo invernale, mentre d’estate i flussi raddoppiavano. Gli introiti confluivano nella “bacinella” del clan, in cui erano annotati anche i crediti di chi smerciava la droga. Aloe aveva visto personalmente il foglio su cui era scritto tutto.
RGANIGRAMMA
Il pentito ha indicato anche i vari contabili del clan. Nel periodo successivo alla sua scarcerazione la carica sarebbe stata ricoperta da Giuseppe Cariati prima e Basilio Paletta poi. Quali reggenti ha indicato Luigi Vasamì, Martino Cariati e Francesco Amantea, che avrebbero guidato la super cosca cirotana essendo i capi storici Giuseppe e Silvio Farao e Cataldo Marincola detenuti da tempo.
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