Omicidio Postiglione, tre mesi alla psichiatra per stabilire se l’assassino può essere processato
di Chia.Fa.
Sarà la dottoressa Matilde Forghieri a dover stabilire se il ragazzo accusato dell’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione del capomastro di 56 anni, Salvatore Postiglione, fosse capace di intendere e di volere la mattina del 7 novembre 2024, quando a Foligno ha ucciso con decine di coltellate il muratore napoletano.
La psichiatra modenese individuata dal collegio penale del tribunale per i minorenni di Perugia (unico togato Giuseppina Arcella) avrà 90 giorni di tempo per rispondere ai quesiti della corte, che vuole anche capire se il ragazzo, ormai 18enne, sia pericoloso socialmente. Tra tre mesi, dunque, si tornerà in aula per conoscere le sorti del processo con rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica richiesto dalla difesa del giovane imputato, rappresentata dagli avvocati Ilario Taddei e Salvatore Ferocino.
In aula anche l’avvocato della famiglia Postiglione, Alberto Onori: «Per noi – ha detto a margine dell’udienza odierna – il ragazzo aveva e ha piena capacità intellettiva. La moglie di Postiglione era al corrente delle difficoltà che l’imputato aveva in cantiere , le stesse costategli il licenziamento, che noi riteniamo abbia addebitato a Postiglione». Diverso, invece, il movente indicato dal giovane reo confesso, che ha di fatto parlato di un’ossessione di natura sessuale da parte della vittima nei suoi confronti.
Al giovane, che all’epoca dell’omicidio era minorenne, gli investigatori sono risaliti attraverso le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza di Foligno, che hanno permesso di ricostruire i movimenti compiuti dall’assassino che ha agito a volto coperto, la mattina dell’omicidio. Le immagini hanno condotto gli inquirenti in una ristretta zona del centro di Foligno, dove nel giro di poco è emerso risiedeva un minorenne che per alcuni mesi aveva lavorato nella stessa impresa edile di Foligno di cui era dipendente anche Postiglione.
Il blitz nell’abitazione del giovane è scattato rapidamente, permettendo agli inquirenti di recuperare un paio di scarpe ancora sporche di sangue e i vestiti che aveva addosso la mattina del delitto. Il ragazzo è stato quindi sottoposto a fermo e poi portato all’Ipm di Firenze, mentre per sottoporlo a interrogatorio si è dovuto attendere un mese e mezzo a causa delle sue condizioni psichiche. Comparso davanti alla presidente del Tribunale dei minori di Perugia Grazia Mazzini e al procuratore capo Flaminio Monteleone, il giovane folignate ha confessato l’omicidio Postiglione.
Source link




