Toscana

Omicidio Monaldi

La data dell’udienza preliminare è stata fissata. Il prossimo 25 febbraio prenderà il via il procedimento giudiziario per la morte del 54enne aretino Luca Monaldi e del marito, il 50enne Luca Gombi. Accusato di omicidio volontario è Gennaro Maffia, 48enne inquilino della coppia che viveva nel quartiere della Bolgnina a Bologna. 

Il delitto è avvenuto lo scorso 2 giugno, alle prime luci del mattino. Erano le 6 circa quando dall’appartamento di piazza dell’Unità si levarono delle grida. Un vicino chiamò il 112 ma quando i sanitari entrarono nell’abitazione si trovarono di fronte a uno scenario terribile: Gombi presentava una profonda ferita addominale, mentre Monaldi era stato sgozzato. 

Subito presero il via le indagini che nel giro di poche ore riuscirono a stringere il cerchio sul coinquilino dei due, Maffia. L’uomo era stato ripreso dalle telecamere mentre si allontanava dall’abitazione alle 6,30 circa. Fu rintracciato in Spagna, all’aeroporto di Barcellona, dove fu fermato prima che prendesse un altro volo per il Venezuela, sua terra d’origine. Nelle settimane successive su estradato e all’arrivo in Italia fu arrestato.

Lo scorso dicembre la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del legale di Maffia, l’avvocato Giampaolo Cristofoli, che aveva avanzato un’istanza di scarcerazione, confermando la custodia cautelare in carcere. Probabilmente il tentativo di fuga all’estero è stato un elemento che ha influito sulla decisione del giudice. 

Le accuse a Maffia

La tesi del pubblico ministero Tommaso Pierini  ruota attorno ai rapporti tra Maffia e la coppia Monaldi-Gombi. Tra le due parti ci sarebbe stata una lite: la coppia voleva vendere l’appartamento in cui vivevano e aveva offerto a Maffia 20mila euro per risolvere il contratto di affitto che li legava. Ma l’inquilino non avrebbe accettato la proposta. Sarebbero iniziate così le liti che pare abbiano contraddistinto l’ultimo periodo prima del delitto. 

Maffia subito dopo l’arresto si è dichiarato innocente. 

Estradizione di Gennaro Maffia

L’incidente probatorio e le indagini

Nei mesi successivi è stato disposto dal gip Claudio Paris un incidente probatorio affindando un accertamento tecnico irripetibile al laboratorio di Genetica Forense dell’Università di Bologna. I genetisti hanno esaminato i reperti prelevati sul luogo del delitto a “caccia” del dna dell’assassino. Un accertamento che, qualora riconducesse all’inquilino, permetterebbe agli inquirenti di chiudere il cerchio delle indagini.

Gli esiti di questi esami saranno inseriti tra gli agli atti nel procedimento che prenderà il via il prossimo 25 febbraio. 

 

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