Omicidio Federica Torzullo, Carlomagno tace davanti ai PM. Giallo sul complice
Una buca profonda oltre due metri, preparata con uno strato di ghiaia drenante per assorbire i liquami e neutralizzare i gas della decomposizione. È questo il dettaglio inquietante emerso dal ritrovamento del corpo di Federica Torzullo nei terreni della ditta del marito.
Un accorgimento tecnico volto a evitare che i dipendenti dell’azienda o i vicini potessero insospettirsi, segno di una premeditazione o di una competenza specifica nel movimento terra utilizzata per scopi atroci.
Il rebus del complice
Il procuratore Liguori non chiude la porta all’ipotesi che Carlomagno non abbia fatto tutto da solo. «Il mosaico si deve completare», ha dichiarato, lasciando intendere che il coinvolgimento di terzi sia una pista concreta.
Il dubbio nasce dai tempi: Carlomagno ha avuto a disposizione meno di 90 minuti tra l’uscita da casa e l’arrivo degli operai in ditta.
In quel lasso di tempo avrebbe dovuto: trasportare il corpo in auto (dove sono state trovate tracce ematiche). Scavare una fossa di due metri. Posizionare la ghiaia e seppellire la salma.
I messaggi “finti” e il cellulare sparito
Un altro punto oscuro riguarda il mattino del 9 gennaio. Mentre i genitori di Federica la cercavano, dal suo telefono sono partiti dei messaggi (tra cui uno relativo alla colazione del figlio di 10 anni).
Per l’avvocato Carlo Mastropaolo, legale della sorella della vittima, quei testi non sono genuini: sarebbe stato Carlomagno a scriverli per guadagnare tempo e simulare che Federica fosse ancora viva. Il dispositivo, però, non è ancora stato ritrovato.
Accertamenti irripetibili
Stamattina i Carabinieri sono tornati nella villetta di via Costantino 9 per analisi forensi sull’auto di Carlomagno. L’obiettivo è confermare che il veicolo sia stato utilizzato come carro funebre per il trasporto da casa alla ditta.
Contemporaneamente, presso l’Istituto di medicina legale della Sapienza, l’autopsia cercherà di stabilire con certezza l’arma del delitto, con il forte sospetto che si tratti di un’arma bianca.
Al momento, Claudio Carlomagno resta l’unico indagato per omicidio aggravato dal vincolo parentale e occultamento di cadavere, ma l’ombra di un “aiutante” continua a pesare sull’inchiesta.
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