Liguria

Omicidio di Molassana, sarà una perizia psichiatrica a stabilire se Fabio Fibrini è capace di intendere e di volere


Genova. Sarà una perizia psichiatrica ad accertare se Fabio Fibrini, il 52enne accusato di aver ucciso la madre Maria Marchetti con 13 coltellate nella loro abitazione di Molassana, era capace di intendere e di volere al momento del delitto. Lo ha deciso la gip Angela Nutini che ha accolto la richiesta di incidente probatorio formulata dagli avvocati dell’indagato, Roberta Barbanera e Giorgio Zunino.

L’uomo dopo l’interrogatorio di garanzia che si è tenuto sabato nel ‘repartino’ del San Martino di Genova è tuttora ricoverato in ospedale. L’incarico sarà affidato lunedì mattina al medico legale Maurizio Balestrino. Per Fibrini, il consulente di parte sarà lo psichiatra Pietro Ciliberti. Il fratello di Fibrini, che il giorno dell’omicidio aveva chiamato il 112 dopo aver visto il fratello aprire la porta con i vestiti insanguinati, si è costituito parte offesa e ha nominato l’avvocato Stefano Olivieri.

Il delitto, scoperto nel pomeriggio di domenica 8 marzo ma avvenuto probabilmente 24 ore prima, al momento non ha un movente perché Fibrini non è mai stato in grado di dare una spiegazione. Ha sempre detto, prima agli investigatori e poi alla gip, che dormiva e non ricorda nulla se non il sangue e il corpo della madre che gli hanno mostrato i poliziotti quando hanno fatto irruzione nell’appartamento di via San Felice. F

ibrini era da tempo seguito dal centro di salute mentale. Nel 2012 la madre lo aveva denunciato per maltrattamenti, ma negli ultimi anni non aveva mai manifestati comportamenti violenti. “Io sono una brava persona” ha detto più volte alla giudice nell’interrogatorio dove sarebbe apparso anche ai suoi legali confuso e poco coerente.




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