Omicidio di Giuseppe Castiglione a Strongoli, la Corte d’assise assolve Salvatore Giglio
Dopo circa tre ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise di Catanzaro (Presidente dott. Cosenza, a latere dott. Stranges) ha assolto Salvatore Giglio dall’accusa di omicidio in danno di Giuseppe Castiglione, ponendo fine a un processo particolarmente complesso e articolato.
Le origini dell’inchiesta e le accuse
La vicenda trae origine dall’operazione del 30 agosto 2023, quando – a distanza di oltre vent’anni dai fatti – la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro dispose l’arresto di tre soggetti ritenuti responsabili dell’omicidio avvenuto il 29 gennaio 2000 a Strongoli, maturato nel contesto di una faida interna alla cosca. Secondo l’impostazione accusatoria, Salvatore Giglio avrebbe avuto il ruolo di mandante, mentre altri soggetti avrebbero materialmente eseguito l’agguato, attirando la vittima in una trappola e uccidendola con un colpo di pistola, per poi occultarne il corpo.
Il dibattimento e il ruolo dei collaboratori di giustizia
Le indagini, riaperte dopo oltre vent’anni, si fondavano in larga parte sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. All’esito di un dibattimento protrattosi per quasi due anni, caratterizzato da un serrato confronto tra accusa e difesa, la Corte ha tuttavia escluso la responsabilità dell’imputato, pronunciando sentenza di assoluzione.
La posizione della difesa e la scarcerazione
Soddisfazione è stata espressa dai difensori di fiducia, Avv. Giuseppe Bruno del Foro di Paola e Avv. Luca Cianferoni del Foro di Roma, i quali hanno evidenziato come il compendio probatorio si sia rivelato insufficiente a sostenere l’impianto accusatorio, consentendo di dimostrare in modo chiaro l’estraneità ai fatti del proprio assistito. All’esito della decisione, Salvatore Giglio è stato immediatamente scarcerato, restando tuttavia da espiare un residuo di pena relativo ad altra condanna definitiva.
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