Ambiente

Oltre il vino c’è di più, antropologia e neuroscienze per essere Master Sommelier – Vino

Il gusto del vino non si trova nel
calice, ma nell’attività cerebrale di chi lo assaggia. È questo
uno dei punti che Gordon M. Shepherd, neuroscienziato di Yale,
ha individuato nei suoi studi, che sintetizza nel libro
“Neuroenologia. Il cervello e il piacere del vino” (Carrocci,
2025). Ed è anche da qui che parte il nuovo Corso Master
Sommelier di Onav – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di
Vino, da 75 anni impegnata nella diffusione della cultura
enoica. Con la formula del Master, articolato in giornate full
immersion della durata di un week-end al mese da marzo e giugno,
le 50 ore di programma affronteranno temi come antropologia
degli alimenti, cultura del cibo, olio, aceto balsamico, birra e
distillati (tra cui il sakè), gli abbinamenti vino-cibo e la
ristorazione moderna. Quest’ultima parte si svolgerà presso il
ristorante tristellato “Da Vittorio” a Brusaporto (Bergamo). Il
corso sarà aperto a Esperti Assaggiatori, Maestri Assaggiatori e
Sommelier che avranno conseguito il corso di secondo livello
Onav e, al termine del percorso, sarà rilasciata la patente di
Master Sommelier.

   
“In questo corso la tecnica viene dopo la cultura. Il vino è
certamente il protagonista, ma si guarda a un contesto più
ampio. Secondo l’ultimo rapporto Federalimentare Censis, oltre
il 93% degli italiani considera il cibo un elemento culturale
identitario, e di questa cultura fa parte anche il vino. Di qui
la necessità che abbiamo sentito di poter offrire un corso
davvero unico con un’impronta olistica” ha spiegato Vito Intini,
presidente dell’Onav.

   

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