oltre 35mila download in meno di un anno

Si chiama “Amico Fido”, è nata dall’iniziativa di uno sviluppatore marchigiano trasferito in Svizzera e punta a diventare uno strumento di prevenzione e condivisione per i proprietari di cani. L’app consente infatti di segnalare in tempo reale esche e bocconi avvelenati, creando una rete di informazioni accessibile a tutti gli utenti.
Il fenomeno degli avvelenamenti degli animali continua a rappresentare un problema anche in Abruzzo. Secondo elaborazioni Enpa sui dati del Portale nazionale degli avvelenamenti dolosi degli animali, tra il 2005 e il 2023 nella regione sono stati registrati 1.391 animali avvelenati. Nel solo 2023 i casi accertati sono stati 77.
L’applicazione è stata ideata da Pietro Petrocchi, sviluppatore software quarantenne originario delle Marche. L’idea è nata dopo aver letto la notizia del ritrovamento di bocconi avvelenati nelle aree dove era solito passeggiare con il proprio cane. Da quel momento ha deciso di sviluppare uno strumento che permettesse ai proprietari di animali di condividere segnalazioni e informazioni sui potenziali pericoli.
«Mi sono chiesto perché non esistesse uno strumento per proteggere gli animali di tutti», ha raccontato Petrocchi all’Adnkronos.
Nel tempo l’app si è trasformata in una piattaforma più ampia. Oltre agli avvisi automatici quando si entra in una zona segnalata come pericolosa, consente di inviare fotografie, registrare spese veterinarie, scansionare piante e alimenti potenzialmente tossici e interagire con altri utenti attraverso chat e contenuti condivisi.
A undici mesi dal lancio i numeri sono in crescita: oltre 35mila download e più di 10mila utenti registrati. Le segnalazioni arrivano da diverse città italiane, tra cui Roma e Milano, mentre l’app è già disponibile in cinque lingue e viene utilizzata anche all’estero.
Il sistema si basa sulla collaborazione tra gli utenti, che possono inserire e verificare le segnalazioni presenti sulla mappa. Tra le novità in fase di sviluppo ci sono una funzione per individuare altri cani in passeggiata nelle vicinanze e un sistema Gps integrato per monitorare la posizione dell’animale e ricevere notifiche nel caso si avvicini ad aree segnalate come pericolose.
Petrocchi sottolinea come il problema dei bocconi avvelenati abbia cause diverse e sia spesso legato a tensioni nella convivenza negli spazi pubblici. Da qui l’invito a rafforzare il senso civico e la collaborazione tra cittadini, con l’obiettivo di rendere più sicure le aree frequentate dagli animali domestici.
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