oltre 150 città coinvolte, a Torino infopoint in piazza Castello e Mole Antonelliana in arancione
TORINO – L’11 e il 12 aprile tornano in tutta Italia le Giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), una campagna di sensibilizzazione che coinvolge oltre 150 città con infopoint, operatori sanitari, volontari e l’illuminazione simbolica di monumenti storici di colore arancione.
Un’iniziativa diffusa e capillare che punta a portare l’attenzione su un tema spesso poco conosciuto, ma estremamente grave: lo scuotimento violento di un neonato, che può provocare danni cerebrali irreversibili e, in un caso su quattro, il coma o la morte.
La campagna rientra nel progetto “NONSCUOTERLO!”, promosso da Terre des Hommes e SIMEUP, attivo dal 2017 per diffondere consapevolezza tra genitori e caregiver.
Torino al centro della prevenzione
Anche Torino partecipa all’iniziativa con un appuntamento domenica 12 aprile in Piazza Castello, dove sarà attivo un punto informativo con medici e infermieri della Pediatria d’Urgenza dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.
All’infopoint saranno presenti anche volontari della Croce Verde Torino e dell’AIMI, per distribuire materiali informativi e incontrare famiglie e caregiver.
Tra le iniziative simboliche previste, anche la distribuzione delle “palline antistress arancioni”, pensate per ricordare l’importanza di fermarsi e mantenere il controllo nei momenti di difficoltà nella gestione del pianto del neonato.
Un fenomeno grave ma prevenibile
La Shaken Baby Syndrome è una forma di trauma cerebrale che può verificarsi quando un adulto scuote violentemente un bambino, spesso in risposta a un pianto inconsolabile. Il periodo più delicato è tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, fase in cui il pianto può essere più intenso e difficile da gestire.
Secondo i dati riportati nella campagna, i danni possono essere gravissimi: cecità, tetraplegia, disturbi cognitivi e motori, fino al coma o alla morte in circa il 25% dei casi. La prevenzione resta quindi l’unico strumento davvero efficace.
“La Sindrome del Bambino Scosso è ancora poco conosciuta in Italia”, viene sottolineato nel comunicato, “e bastano pochi secondi di perdita di controllo per causare conseguenze irreversibili”.
Una rete nazionale per la prevenzione
Le Giornate nazionali coinvolgono un’ampia rete di realtà sanitarie e associative, tra cui la SIP, ANPAS, la FIMP e la Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile.
A queste si aggiungono anche l’ACP, l’ANABO, la FNOPI e diverse sedi di Federfarma, che diffonderanno materiali e video informativi.
Monumenti illuminati e messaggio simbolico
Oltre agli infopoint, l’iniziativa prevede anche un’ampia azione simbolica: l’illuminazione in arancione di monumenti e luoghi iconici italiani per richiamare l’attenzione pubblica sul tema.
A Torino, sarà la Mole Antonelliana a colorarsi di arancione, trasformandosi in un segnale visibile della campagna nazionale.
Il messaggio agli adulti: fermarsi e chiedere aiuto
Il cuore della campagna resta la prevenzione attraverso la consapevolezza. Il consiglio rivolto ai genitori è chiaro: se il pianto del bambino diventa insostenibile, dopo aver verificato i bisogni primari, è fondamentale mettere il neonato in un luogo sicuro e allontanarsi per ritrovare la calma, chiedendo aiuto a familiari o amici.
“Può capitare a chiunque di perdere il controllo”, spiega la dottoressa Barbara Lauria, responsabile dell’ambulatorio dedicato ai casi di abuso e maltrattamento. “Ma è essenziale riconoscere il momento di difficoltà e proteggere il bambino evitando qualsiasi scuotimento”.
Sulla stessa linea anche il dottor Antonio Urbino, che sottolinea l’importanza della prevenzione e della collaborazione tra enti sanitari e volontariato per diffondere buone pratiche nella cura dei più piccoli.
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