Ambiente

Oltre 1 miliardo in aiuti alimentari nel 2025, raggiunte 2,3 milioni di persone – Istituzioni

Oltre 1 miliardo di euro di
investimento, mezzo milione di volontari, e 80mila derrate
distribuite in modo gratuito e attraverso oltre 10mila enti del
Terzo settore e del volontariato. Questi i numeri raggiunti nel
2025 e diffusi all’evento ‘Aiuti alimentari e inclusione
sociale: il modello italiano’ che si è svolto al Parco del Foro
Italico alla presenza dei ministri del Lavoro e Politiche
Sociali, Marina Calderone e dell’Agricoltura, Francesco
Lollobrigida, e del viceministro del Lavoro, Maria Teresa
Bellucci. Un confronto istituzionale e operativo in preparazione
della prima Presidenza italiana della CoP on Material Support.

   
“La nostra sfida – ha affermato Calderone – è trasformare
l’aiuto alimentare in opportunità di inclusione. Il successo di
questo nostro approccio dipende da tanti fattori ma soprattutto
dalla capacità di lavorare insieme, enti centrali e
territoriali, organizzazioni del Terzo Settore e volontari. La
solidarietà, infatti, non è solo un dovere morale ma può essere
la chiave affinché il buon cuore nell’incontro con la competenza
degli operatori diventi un servizio per la persona. L’evento di
oggi è quindi l’occasione per far emergere l’ampiezza
dell’impegno concreto che ha toccato nel solo 2025 oltre 2,3
milioni di persone ma anche il metodo applicato per raggiungere
questi risultati”. “L’iniziativa – ha commentato Lollobrigida –
dimostra l’importanza del lavoro condiviso tra istituzioni,
volontariato e mondo produttivo per raggiungere obiettivi che
altrimenti sarebbero di difficile raggiungimento”. Lollobrigida
ha inoltre sottolineato che il governo Meloni “è fortemente
impegnato a rafforzare strumenti strutturali di sostegno alle
famiglie e alle persone più fragili, valorizzando al tempo
stesso il contributo straordinario del volontariato”.

   
I numeri raggiunti, ha evidenziato Bellucci “testimoniano la
filiera italiana degli aiuti alimentari, in cui il sostegno
materiale non è più fine a se stesso, ma segna l’inizio di un
percorso di recupero dell’autonomia e di inclusione sociale e
lavorativa, in sinergia con i territori, il privato sociale e i
servizi pubblici”.

   

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