Olbia, smantellato traffico internazionale di monete antiche: valore da circa mezzo milione – Cagliaripad.it
L’indagine che ha portato allo smantellamento di un’organizzazione dedita al traffico illecito di beni archeologici ha preso le mosse da un’attenta attività di monitoraggio dei mercati esteri. Il segnale d’allarme è scattato quando, durante un’asta internazionale, sono state individuate 36 rare monete d’oro di epoca sardo-bizantina. Il sospetto di un’esportazione clandestina è diventato certezza grazie al lavoro di un noto numismatico di Sassari che, avendole studiate e pubblicate già nel 1996, ne ha permesso l’identificazione immediata come beni appartenenti al patrimonio culturale italiano.
L’attività investigativa si è concentrata principalmente sulle città di Sassari e Bologna, portando i militari dell’Arma a eseguire decreti di sequestro preventivo non solo sui reperti, ma anche su conti correnti e rapporti finanziari per un valore di circa 250.000 euro, somme ritenute frutto della raccolta dei ricavi illeciti. Il raggio d’azione del gruppo era globale, con vendite che raggiungevano collezionisti in ogni parte del mondo. La cooperazione internazionale è stata fondamentale per eseguire sequestri in Spagna e Austria presso case d’asta specializzate che, pur operando in buona fede, avevano in catalogo oggetti dalla provenienza furtiva.
Il volume del traffico generato tra il 2022 e il 2024 è impressionante: il gruppo è riuscito a piazzare oltre 1.500 lotti di monete antiche di epoca punica, romana e bizantina. Tutti i pezzi erano privi della necessaria documentazione di provenienza legale, confermando l’interesse archeologico e l’appartenenza al demanio dello Stato. Il giro d’affari complessivo stimato dagli inquirenti si aggira intorno al mezzo milione di euro, una cifra che testimonia la vastità di un mercato nero capace di depauperare sistematicamente la memoria storica del territorio sardo.
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