Calabria

Occhiuto: “L’indagine non peserà, mi giudicheranno i calabresi. Pronti a moltiplicare qui l’effetto Marche”

L’inchiesta che lo vede indagato per corruzione a Catanzaro, «non peserà» il 5 e 6 ottobre. È quanto sostiene Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Calabria, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, sottolineando che «l’effetto Marche qui lo possiamo moltiplicare almeno per due». Sull’indagine dice: «Siano gli elettori a giudicarmi».

Occhiuto ritiene «di poter vincere perché chi vive qui sa con che fatica abbiamo invertito la rotta: colmando lacune, unificando consorzi-carrozzoni, provando a razionalizzare le spese, occupandoci dei lavoratori. E spingendo Roma a tener fede agli impegni». In merito alla sanità, «ci sono stati oggettivi progressi sui Lea, per il ministero della Salute siamo al terzultimo posto: prima di Sicilia e Valle d’Aosta. Stanno migliorando le liste di attesa. Ma sono lucido e ambizioso – afferma Occhiuto -, non posso dire che sono felice di questa sanità». Sui trasporti, «ho 3 miliardi e 800milioni di euro per la Statale 106, avremo un miliardo per l’Alta velocità che andrà fino a Praia. Sono divari. Non si devono acuire». Tornando sull’inchiesta, Occhiuto dice di aver «spiegato tutto, in 4 ore con i pm. Voglio che lavorino serenamente, ma non voglio essere azzoppato da accuse per cose che non ho commesso. Le pare che uno ‘non onestò, si rimette in pista?», domanda. «Sarei matto, mi passano ai raggi X».


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