Nuovo comandante della municipale, il ricorso del Csa che chiede l’annullamento. Domani la preselezione
Domani ad Arezzo Fiere si terrà la preselezione nell’ambito del concorso per il nuovo comandante della polizia municipale. Ma su questa vicenda, dopo polemiche politiche, arriva un ricorso. Lo ha depositato ieri il sindacato Csa di Arezzo, guidato dal coordinatore provinciale Roberto Prestigiacomo. L’atto riguarda l’amministrazione comunale che ha bandito il concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di un posto da dirigente, per un incarico dirigenziale di comandante del servizio di polizia locale.
Le motivazioni del ricorso del Csa
Il bando risale al 10 dicembre scorso, il termine entro il quale i candidati sono stati ammessi è scaduto il 9 gennaio, domani ci sarà la preselezione e la prima prova scritta ci sarà il 12 febbraio. Adesso però arriva anche un’altra data. È ufficiale infatti il giorno dell’udienza, fra un mese, il 5 marzo.
Cosa chiede il ricorso del sindacato? Il Csa, assistito dagli avvocati Roberto Alboni ed Elena Balsimelli, lo ha presentato contro il comune di Arezzo, per chiedere l’annullamento, previa sospensione degli effetti, del bando per il nuovo comandante.
Quale motivo ha mosso il sindacato per il ricorso? Secondo quanto si legge nell’atto, si sostiene che sia stato violato l’art. 1 del testo unico sul pubblico impiego (D. L.vo n. 165/2001), dell’art. 32 della legge regionale Toscana n. 11/2020, dell’art. 15 del Regolamento del corpo polizia locale di Arezzo, per eccesso di potere per carenza di istruttoria, sviamento, contraddittorietà e difetto di motivazione, e violazione dell’art. 97 della Costituzione. Il sindacato sostiene che il bando del Comune di Arezzo sia illegittimo perché non prevede l’esperienza specifica nel settore della polizia locale come requisito di ammissione e attribuisce un punteggio considerato troppo basso (6 punti su 100) alle esperienze svolte. Secondo l’interpretazione data dal Csa, quindi, questo non consente di selezionare la figura più idonea per un ruolo così delicato e rilevante considerando che il territorio di Arezzo ha una popolazione di quasi 100mila abitanti e un corpo di polizia locale costituito da 90 operatori. Inoltre, all’attenzione del giudice viene portato anche il fatto che l’art. 15 del regolamento interno del corpo della Polizia Locale del Comune di Arezzo imporrebbe al sindaco di nominare un “comandante di comprovata esperienza”. Inoltre, l’art. 32 della Legge Regionale Toscana n. 11/2020 prevede l’esclusione dalla frequenza di un corso regionale obbligatorio di formazione per i comandanti selezionati tramite concorso, implicando che la selezione concorsuale dovrebbe garantire un elevato livello di esperienza.
La sospensione degli effetti del bando viene richiesta, proprio a causa di questi pregiudizi e anche con caratteristica di urgenza, dato che la preselezione è fissata per domani, 5 febbraio, e le prove scritte per la settimana successiva.
I comandanti del Comune di Arezzo dal 2009 al 2025
Sono in tutto tre i professionisti che si sono succeduti alla guida della polizia municipale di Arezzo negli ultimi 16 anni.
Dal 2009 al 2015 tale incarico è stato ricoperto da Valerina Meloncelli. Insediatasi previo concorso pubblico durante il governo di Giuseppe Fanfani, è rimasta in carica fino all’arrivo di Alessandro Ghinelli che, poco tempo dopo il suo arrivo in piazza della Libertà, ha indetto un nuovo bando per individuare la persona più idonea a ricoprire tale ruolo. L’inquadramento contrattuale era quello di dirigente comandante.

E fu così che nel 2016 è ad Arezzo arrivò Cino Augusto Cecchini. Classe 1954, laureato in giurisprudenza, già dirigente della municipale di Padova e con un curriculum fittissimo di esperienze nelle amministrazioni pubbliche. Fu scelto personalmente, come venne riportato all’epoca dal Comune di Arezzo attraverso una nota stampa, dal sindaco Alessandro Ghinelli. Quindi niente concorso per lui? Assolutamente sì. Come detto sopra, il primo cittadino dopo il suo insediamento a palazzo Cavallo bandì la procedura per la selezione a cui parteciparono 74 aspiranti. Al termine delle prove ne rimasero in corsa 5 tra cui, appunto, Cecchini. Fu solo a seguito di un colloquio diretto con il sindaco che venne chiusa la procedura e sottoscritto il contratto da dirigente/comandante. Il suo incarico terminò il 1° maggio 2020 quando per lui si aprirono le porte della pensione. Il comandante Cino Augusto Cecchini e il sindaco Alessandro Ghinelli
Contestualmente, il 15 dicembre 2019, l’amministrazione avviò la procedura concorsuale per sostituire il comandante Cecchini cercando un dirigente-comandante offrendo un contratto a tempo pieno e indeterminato. Nella stessa circostanza fu sempre dal Comune di Arezzo che venne specificato come tale percorso fosse inevitabile poiché l’incarico “non avrebbe potuto essere assegnato in maniera diretta perché la soglia di legge delle nomine dei dirigenti dell’amministrazione era stata già esaurita”.

I passaggi amministrativi avvenuti nel 2019-2020 sono stati rimessi in fila dal consigliere comunale di minoranza Michele Menchetti che ha presentato un’interrogazione scritta indirizzata al sindaco Alessandro Ghinelli proprio sul bando 2026 per la ricerca del nuovo comandante.

Fu il 5 maggio 2020, in piena pandemia Covid, che durante la conferenza via streaming che il sindaco Ghinelli annunciò come Aldo Poponcini era stato scelto quale comandante della Municipale. Ovvero, contrattualmente parlando, come “comandante funzionario con incarico di posizione organizzativa”. Tale mansione verrà svolta da Poponcini fino al 15 marzo 2026 ultimo suo giorno di lavoro prima del pensionamento.

E qui si apre la questione squisitamente politica. A dicembre 2025 sul sito del Comune di Arezzo è stato pubblicato il bando con il quale verrà individuato il successore di Poponcini. Un atto ovviamente legittimo ma giudicato politicamente scorretto dai gruppi di minoranza in consiglio. Sì perché, galateo politico vorrebbe, che proprio per la particolare importanza del ruolo ricoperto, il nuovo comandante venisse scelto – previo concorso pubblico e colloquio orale – una volta insediatasi la nuova amministrazione comunale.
Menchetti: “Il bando così non va bene, il sindaco lo ritiri”

Poi c’è il mega lavoro del consigliere comunale Michele Menchetti. Che non ha dubbi: “il bando 2026 per il comandante della Municipale così non va bene”. Concetto ribadito e argomentato ampiamente all’interno di un’interrogazione scritta di 12 pagine già depositata direttamente al sindaco Alessandro Ghinelli. “Quando si parla di questa tipologia di bandi – spiega Menchetti – sembra che nascano proprio sotto una cattiva stella. Ricordiamo come nel 2020 venne ritirato, sebbene vi fossero già iscritti 40 candidati, con ragioni non meglio espresse. All’epoca si cercava il successore di Cecchini (dirigente comandante prossimo alla pensione) e il sindaco, prima indisse il bando e poi annunciò che di aver nominato il funzionario Poponcini (che dirigente non era)”.
Già, dirigente o funzionario? Chi può fare il capo della Municipale? Sulla questione ruota buona parte della riflessione di Menchetti che, nella sua interrogazione, spiega come, anche in passato, si ravvisavano delle difformità.

- “Una modifica per nulla banale – specifica – visto che per attuarla nel maggio del 2020 è stata riorganizzata la struttura comunale eliminando la figura del dirigente-comandante. Dunque delle due l’una, il comandante della Municipale è dirigente o va bene anche il funzionario?”. E poi il presunto danno erariale per il quale Menchetti chiede ancora lumi al sindaco. “Diverse sezioni della Corte dei Conti hanno censurato prassi organizzative difformi, sottolineando che: la retribuzione erogata a un soggetto privo del corretto inquadramento giuridico rappresenta una spesa illegittima nonché l’attribuzione di funzioni dirigenziali a personale non dirigente viola i principi di legalità e buon andamento. Ciò espone l’ente a potenziali azioni risarcitorie e a responsabilità contabile, specialmente se la nomina è reiterata nel tempo o priva di adeguata motivazione derogatoria. La violazione dell’obbligo di conferire l’incarico di comandante della polizia locale a un dirigente, nei Comuni dotati di personale dirigenziale, determina l’illegittimità dell’atto di nomina ed espone l’ente a censure da parte della Corte dei Conti, con potenziali conseguenze in termini di responsabilità erariale.
- L’indizione del bando, a mio avviso, è stato un gesto di arroganza da parte del sindaco, una manifestazione di potere che si è palesata con un atto pubblico che, per me, sarà destinato ad avere delle conseguenze politiche e forse anche giudiziarie. Il bando per la ricerca del nuovo comandante della Municipale così com’è non va bene e si potrebbe arrivare all’assurdo che tale ruolo potrebbe essere ricoperto da un qualsiasi funzionario o dirigente amministrativo, anche del tutto privo di esperienza in questo specifico ambito, quando invece l’articolo 15 del regolamento del Corpo di Polizia Locale di Arezzo stabilisce che “il comandante è persona di comprovata esperienza”. Il mio invito al sindaco è quello di ritirare (anche questa volta) il bando per il quale ci sono già oltre cento candidati, chissà che qualcuno di loro abbia a presentare qualche ricorso e il Comune finisca per incappare in qualche censura giudiziaria come accaduto dalla Corte Costituzionale per il bando delle case popolari. Chissà poi che la Corte dei Conti non abbia a fare dei rilievi. Chi pagherà in quel caso?”.
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